McDonald's si rinnova

Apre a Lainate il primo fast food a basso impatto ambientale ed energetico del celebre marchio statunitense

A poco più di cinque chilometri dalla Fiera di Rho, esattamente a Lainate, McDonald's ha aperto il suo primo ristorante europeo a basso impatto sull'ambiente. Si tratta di una nuova struttura, costruita ad hoc e operativa da appena quattro mesi.

L'uso dell'elettricità è ridotto al minimo indispensabile. Gran parte del locale sfrutta infatti tre tipi di energia rinnovabile: quella del sole, del vento e delle biomasse (utililizzando l'olio alimentare esausto). Il risultato? Uno spazio alimentato per il 90% da forze ecocompatibili. Diversi gli accorgimenti nella scelta dei materiali di rivestimento, di illuminazione, degli infissi e della pavimentazione. Il tetto ventilato diminuisce la quantità di calore trasmessa alla struttura sottostante; i vetri basso emissivi permettono un notevole risparmio dei costi energetici di riscaldamento; per l'illuminazione interna vengono utilizzate lampade a LED. E ancora, le pareti sono in calcestruzzo Gasbeton (ottenuto da una miscela di sabbia, cemento e calce) e l'asfalto esterno è in biossido di titanio, materiale che dovrebbe assorbire lo smog. Non manca un occhio di riguardo al risparmio e al recupero dell'acqua. Quella piovana, per esempio, viene utilizzata per irrigare le aiuole che circondano l'area. Ed è stata introdotta la raccolta differenziata di plastica, carta e umido. Il tutto per un investimento di circa 4milioni di Euro: una cifra che supera del 20% i costi medi di costruzione ed equipaggiamento di un Mc.

"Lainate è un laboratorio di sperimentazione da cui stiamo già traendo insegnamenti utili per le nuove progettazioni", dichiara Roberto Masi, amministratore delegato McDonald's Italia. Il proposito è quello di allinearsi nei tempi al protocollo di Kyoto, il trattato internazionale in materia ambientale, riguardante il riscaldamento globale, e al cosiddetto "20-20-20-2020" ossia: usare almeno un 20% di energia da fonti rinnovabili; risparmiare il 20% dell'energia; e ridurre le emissioni di gas serra del 20%. "Rispetteremo questi parametri e rilanciamo anzi con un 15-15-15: per l'Expo 2015 contiamo infatti di raggiungere sui tre traguardi il 15%", sottolinea Masi facendo riferimento agli attuali 411 fast food Mc Donald's.

E il menu? È sempre lo stesso. Big Mac, McChicken, Filet-O-Fish e company. Con la rinnovata promessa di rapportarsi sempre ad aziende fornitrici per la maggior parte italiane (sono l'80% circa). Una chicca? È il caffè certificato Rainforest Alliance, organizzazione internazionale senza scopo di lucro il cui obiettivo primario è la salvaguardia dell'ecosistema e degli esseri viventi che da esso dipendono.