Lomellina, terra genuina

Nasce il marchio Origine Lomellina a tutela di un paniere di prodotti della campagna pavese

Lomellina terra di riso. Sì, ma non solo. Perché è una zona dove crescono altrettanti prodotti di eccellenza, come la cipolla rossa di Breme, l'asparago rosato di Cilavegna o la zucca di Dorno. Singole specialità che insieme formano un colorato bouquet, simbolo di genuinità e gusto autentico. E che adesso si presentano e si fanno conoscere sotto il marchio Origine Lomellina. Un logo che pone l'accento sull'origine dei prodotti, sia per quelli freschi sia per quelli confezionati.

GLUTEN FREE - Cosa c'è sulla tavola di quest'angolo si Lombardia? Ovviamente tanti cerali. Come il riso nero di Lomellina, da agricoltura biologica, della Tenuta San Giovanni, ricco di vitamine e sali minerali. "Da non confondere con il Venere, va cotto con il sistema pilaf, quindi bollito in acqua non salata e poi saltato in padella preferibilmente abbinato alle verdure", come precisa Cristiana Sartori, agronoma e sommelier. Ma c'è anche il carnaroli della Corta Ghiotta, azienda agricola e agriturismo con fattoria didattica, delizioso con mirtilli e caranine (funghi chiodini). E ancora i lavorati firmati Fior di Riso, come l'olio di riso, ideale per un'alimentazione leggera, e i croccanti snack . Insomma, un ventaglio di sapori ideali anche per chi è intollerante al glutine.

BUONA SCOPERTA – Affiancano il simbolo dell'abbondanza i teneri asparagi di Cilavegna, dalla punta bianca-rosata, raccolti in aprile e maggio da un gruppo di soli dieci produttori; la cipolla rossa di Breme, detta "La dolcissima", che diventa anche ingrediente di ottime confetture come quelle delle sorelle Maura e Mara dell'azienda Le Campanelle; e ancora, la zucca bertagnina di Dorno, nel cuore della Lomellina, usata anche per aromatizzare la birra "Zeta", un'ale non filtrata e non pastorizzata realizzata dal Birrificio Pavese. Dunque, tre delizie che mettono a tavola tutti i palati, anche quelli vegani e vegetariani. Ma di tutt'altro avviso sono i salumi di oca e anatra, nonché le carnose lumache asperse di Cilavegna, "chiocciole gastronomiche da pascolo naturale" usando le parole dell'azienda agricola 2M. Curata dalla solare Maura Torti, sorridente donna dalla chioma fuxia, l'azienda si impegna anche nella ricerca di ricette a tema, come il paté di fegato di lumaca. Un lavoro più certosino.

IL VINO DEI CELTI – Addolciscono il palato le Offelle di Parona, biscotti secchi a forma ovale con le estremità appuntite; le torte di riso di Sannazzaro; i pangialdini, friabili preparati con farina di mais ottofile, antica varietà coltivata da piccoli produttori locali; e il Torrione di Tromello, caratteristico biscotto al burro che riprende la forma della torre civica del proprio comune. E nei calici, o meglio nei cocci, viene servito il vino dei celti. Prodotto dal Molino Mirandolo di Pescarolo, il "Vinom Avalon Suliis", a base di uva vespolina, è la rilettura di un sapore che ha 24 secoli di storia. Un lavoro sapientemente basato su antichi scritti risalenti al tempo in cui i celti erano in Lomellina.

DOVE E COME – Solo una piccola parte di queste specialità è disponibile a Milano. Nella maggior parte dei casi si tratta di prodotti di nicchia da acquistare direttamente sul territorio, godendo quindi del fascino della natura campagnola e scegliendo dunque di soggiornare in uno degli agriturismi della zona. E per muoversi al meglio, è stata messa a punto un'app, molte semplice e intuitiva, che mappa tutti i punti di interesse. Gratuita, è scaricabile per iPhone e smatphone con Android. Da segnare in agenda l'appuntamento in programma il 16 giugno, giorno in cui nella suggestiva Pila di Sartirana verrà allestito il primo Mercato dei Prodotti Tipici Lomellina. Mentre in autunno, il secondo weekend di ottobre, è in calendario a Dorno la sagra della zucca bertagnina con un menu curato dallo chef Massimo Dellavedova.

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www.gal-lomellina.it/