LatinoAmericando Expo

Terminato il festival, al via le danze d'inverno

Si è chiusa a suon di musica l'edizione 2010 di Latinoamericando Expo. E non poteva che essere così. Ballerini, percussionisti e maschere hanno sfilato ad Assago per salutare l'appuntamento di cultura latinoamericana più atteso dell'anno. Arrivederci al 2011, quindi. Ma se sull'effervescente kermesse è calato temporaneamente il sipario, non si può certo dire si sia placato lo spirito bailerino che per tutta l'estate ha raccolto centinaia di appassionati e curiosi. Che, con l’arrivo dell’autunno, si riuniscono nelle migliori scuole di danza del capoluogo lombardo, in attesa di dar prova di abilità la stagione prossima. 
  
I NUMERI
- Più di 10 milioni di visitatori registrati in oltre 1.000 giorni di manifestazione. E ancora, più di 1.000 concerti tenuti da 6mila artisti provenienti da 20 nazionalità diverse, che si sono esibiti in più di 40 generi musicali differenti. Sono numeri da capogiro quelli ottenuti dalla manifestazione che da vent'anni conquista il pubblico milanese a ritmo di rumba, salsa, merengue, bachata, chachacha, samba, pachanga e tango. Ma anche dei più moderni bossa nova, latin jazz e reggaetton. Di scena, per salutare quella che è stata una delle edizioni di maggior successo, un corteo di oltre duecento artisti, composto da dieci gruppi rappresentanti i Paesi protagonisti dell'evento, dal Brasile al Perù, dalla Colombia all'Ecuador, dalla Bolivia al Messico. E sul palco principale, a scandire il ritmo della festa, le note della band capitanata dal giovane Emanuele Cucchi, in arte Nu Braz.

IL FESTIVAL - Protagonista assoluta del festival è la musica, avvolgente e altisonante, che richiama un pubblico sempre più innamorato dei sapori, dei profumi, della cultura e della tradizione dei Paesi del Sudamerica. Ad appassionarli, quindi, non solo feste, concerti e i corsi della Escuela de Baile (tenuti ogni sera gratuitamente da maestri professionisti), ma anche gli aromi decisi della cucina di oltre venti nazionalità. Specialità a base di quinta, manioca, mais e carne, vengono servite negli ambienti informali ed accoglienti degli oltre trenta ristoranti, chiringuitos e locali tropicali allestiti per l'occasione. Immancabili anche gli articoli dell'artigianato tipico in vendita nelle tante botteghe artigiane. Tessuti in fibre naturali elaborati con telai a mano, vasi colorati in ceramica, lavori in legno, oro e argento, strumenti e borse e oggetti in cuoio, specchi in stile Inca, Azteco e coloniale. Pezzi unici che fondono stile tradizionale e design d’avanguardia, provenienti da Perù, Messico, Argentina, Brasile e Bolivia, erano inoltre esposti nella spaziosa galleria d'arte. E ancora, più di 50 esposizioni, tra le quali la mostra multimediale Nuestra Historia: immagini, colori e suoni che hanno raccolto i vent’anni di musica, cultura, gastronomia e solidarietà della più sentita celebrazione del mondo latino nel Vecchio Continente.
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