Grazia di Brianza

Ad Arlate, in provincia di Lecco, seduti alla Tavola del Conte

C'è un piccolo borgo in Brianza. Datato 1711 (come dichiara una pietra ritrovata) e appartenuto alla nobile famiglia degli Strigelli. Un luogo silenzioso e soffice. Ora come allora. Pacifico, nel verde abbraccio del Parco dell'Adda. Sereno, nella sua essenza lombarda. Un'oasi che la passione della famiglia D'angelo, attuale proprietaria, ha sublimato in uno spazio ospitale e cordiale. Dove assaporare fa rima con riposare. È il 1711 Contrada Resort & Spa: ristorante, hotel quattro stelle lusso e centro benessere. Tre anime di uno spazio altro.

CHARME GOURMAND - Fascino antico e piglio contemporaneo. Memoria e futuro. Tradizione e slanci d'estro. Alla Tavola del Conte, il tempo che fu incontra un tempo sospeso nel sapore. Mentre la pietra delle pareti gioca col legno di travi e parquet, strizzando l'occhio alla trasparenza delle sedute e alla luce ambrata di lampade dorate. Poi è solo silenzio, candidi tovagliati e servizio di eccellenza. Un ristorante dalla raffinatezza sottile, espressa nella cura dei dettagli e in un menu che fa di leggerezza virtù, realizzato dallo chef Alberto Giuseppe Vitale, sposando tecnica e cuore. E ricercando ingredienti di qualità, qua e là, nelle regionali terre o nelle regioni d'Italia. Oppure facendo in casa la passata di pomodoro, la pasta, i dolci nonché grissini e panini: allo scalogno, alle zucchine, al peperone, al sesamo e ai semi di papavero.

LIETO GUSTARE - Le ricette sono un viaggio fra l'orto, l'aia e il mare. In sinfonie di cromie e consistenze diverse. Ecco allora la fragranza della frolla al Parmigiano sposare la morbidezza della fonduta di carcofi e della vellutata di Taleggio; la rusticità dei bigoli al torchio incontrare gli aromi del cipollotto, dei pomodorini e delle erbe fini di campo; la sericità della crema di finferli intrecciare i ravioli di luccioperca; e la tempura di mandorle vestire di croccantezza le mazzancolle con salsa di agrumi e porri fritti. A chiosa, crème brûlé al lime e lamponi, tortino di pere e cannella con gelato artigianale alla vaniglia, piccola pasticceria e grog, digestivo a base di bardana, cardo mariano, arancio dolce, finocchio e liquirizia. Per una dolce notte. Da trascorrere, volendo, in una delle 23 camere e suite del resort: mini mondi da sogno vestiti di pelle e di pietra, di legno e di marmo, di toni vivaci e di altri più sobri. Sempre sotto il segno dell'eleganza.

14 A TAVOLA - Cambio di scenario, invece, per il "Menu della nostra terra". Il grande tavolo da falegname ospitato in cantina viene allestito con rustiche prelibatezze locali. Della serie, le chicche firmate Da Pinuccio di Sartirana, frazione di Merate: pasta di salame spalmabile (borroeula), morbido lardo, pancetta e bresaola. E ancora, i formaggi di Maurizio, un contadino della zona; un amuse bouche preparato dallo chef; pasta e fagioli con cappella di porcino (oppure risotto con fegatini); polenta e funghi; brasato (oppure lavarello in carpione, trippa e ossobuco alla milanese); dolcetti e tre vini abbinati. Il bello? Cenare nell'antro di Bacco.

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