Fuori Porta: Mood Cafè di Seregno

Il locale più fashion della Brianza offre un viaggio tra i sapori per la cena

SAPORI DA MOOD - Metti una sera a cena. Atmosfera soft, intima e ricercatezza di design con la grande cucina tech a vista e 130 coperti. Siamo al Mood Cafè di Seregno, nel cuore della Brianza, per goderci la cucina di uno dei locali brianzoli più cool. E pensare che qualcuno continua a sostenere che in un bel locale non sempre viene offerto un buon servizio di ristorazione. "Alla base della nostra filosofia c’è lo slow food – ci spiega il giovane gestore Sebastiano - perché vogliamo che i nostri clienti lascino fuori i ritmi frenetici della nostra quotidianità. Una pietanza si gusta di più se accompagnata dalla tranquillità e da quattro  chiacchiere". Lo chef Enrico Scotti consiglia come antipasto carpaccio di polpo su tortino di patate violette o gamberi in tempura piccante. I sapori poi si dirottano su succulenti primi come il fagottino con radicchio, servito su una fonduta di parmigiano con pezzetti di pomodoro confit o un classico risotto alla pere. E come secondo? Una variegata grigliata di carne scelta accompagnata da un'insalata può essere perfetta per ogni gusto. Il costo medio di una cena è di 30/35 euro, bevande escluse. Per chi è amante della pizza, il Mood ne serve 80 tipi diversi e tra queste primeggia the Voice (Pomodoro, mozzarella, zola e pere).

DI-VINO -  La grande novità di questa stagione sono gli appuntamenti gastronomici a tema.  I frequentatori del locale hanno gradito la degustazione dei vini di Monferrato. L'appuntamento enogastronomico è stato realizzato grazie alla collaborazione tra il Mood Cafè e l’Azienda Vitivinicola Colledoro di Colosso, in provincia di Asti. "La filosofia della nostra azienda vinicola – ci spiega il sommelier Lorenzo Galli – è da sempre quella di utilizzare delle uve della tradizione. Di fatti, la nostra produzione è attenta alla qualità”.  In questo happening c’è stato l'assaggio di tre punte di diamante della produzione vinicola della Colledoro: il Redinicchia (Barbera d’Asti doc), il Solaluce (Monferrato Bianco doc) e il Ventisei (Moscato d’Asti doc), che sono già stati presentati con molto consenso a New York e San Francisco. "E’ fondamentale abbinare al sapore del vino un menu che ne rispecchi l’identità. In questo caso le pietanze che ho preparato si sposano bene con il sapore di questi vini”, ci racconta lo chef Scotti. La cena si apre con una Fantasia di tonno e spada affumicati, servita con il Monferrato Bianco Solaluce ad una temperatura di  8-10°, e prosegue con le Pappardelle al ragù di lepre, accompagnate dal Barbera d'Asti Redinicchia alla temperatura ambiente di 15-17°. Quest'ultimo vino introduce anche il Petto d'anatra ripieno, mentre alla Torta di nocciole, spetta in matrimonio il Moscato d’Asti Ventisei alla temperatura di  6-8°.

MATRIMONI D'AMORE - Per apprezzare al meglio l'accostamento del cibo al vino si consiglia il volume utile di Veronelli dal titolo Matrimoni d'amore (Veronelli, Euro 11,00), realizzato in collaborazione con l'Associaizone Italiana Sommeliers. Una guida puntigliosa per far incontrare sapori, profumi, tradizione e peccati di gola.