Visite e degustazioni in Franciacorta

Franciacorta che passione

Nel regno di vini lombardi, tra antichi borghi, castelli e cantine

Basta la parola Franciacorta per definire un territorio in Lombardia ma anche un vino. Come dire il primo brut italiano prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia che ha ottenuto nel 1995 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita. La vite in zona era coltivata già ai tempi dei romani e la tradizione dei vignaioli locali risale al sedicesimo secolo. Un week-end d'autunno nella terra delle bollicine, sullo sfondo della sponda meridionale del Lago d’Iseo e di diciannove comuni del bresciano, tra colline, antichi borghi, abbazie, castelli medievali, ville settecentesche, può rivelarsi davvero effervescente.

Da esplorare ci sono tenute e cantine dei più di duecento produttori che fanno parte del Consorzio per la Tutela del Franciacorta. Le visite e le degustazioni hanno una ritualità che incanta. Da Contadi Castaldi si impara tutto su chardonnay, pinot nero, pinot bianco e, attraverso test multisensoriali, sull'arte di progettare una cuvée. Da Majolini il tour è così esauriente da far sentire gli eno-turisti come professionisti della materia. Da Bersi Serlini, casa fondata nel 1886, si può provare la sottile emozione di degustazioni a occhi bendati.

Comune denominatore delle diverse aziende? Si viene guidati da esperti che spesso ricordano personaggi da film e che raccontano con passione i segreti sulla vinificazione, oggi ad alta tecnologia, e ne fanno assaporare i risultati. Impossibile, tanto per fare un esempio, non innamorarsi del gusto sinuoso e setoso del Franciacorta Satèn. Chi non rinuncia ai vini fermi, invece, può optare per il Curtefranca. Per i piaceri del palato, inoltre, conviene una sosta a Torbiato di Adro alla Dispensa pane e vini, ristorante-enoteca con specialità locali, mentre a Capriolo si fa shopping di salumi tipici alla Norcineria Polastri Maceler. Dove dormire? A Nigoline di Cortefranca, a Palazzo Torri per sentirsi un po' come Paolina, la fascinosa padrona di casa che a fine '800 animava un cenacolo culturale frequentato tra gli altri da Carducci e Fogazzaro.

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