Rencesione Concerto di Charles Aznavour a piazza San Marco a Venezia

Charles Aznavour, il gigante e la Laguna

Piazza San Marco sogna con pezzi memorabili della canzone d'oltralpe. Intrusi graditi Franco Battiato e Massimo Ranieri

Succede raramente di salire in spalla ai giganti, della musica ancor di meno ammesso che te lo facciano fare. Da lì hai una visuale diversa, della storia e della vita, perché è un'idiozia pensare che le canzoni siano staccate dal resto del mondo. Il concerto di Charles Aznavour a Venezia, organizzato dalla Zed!, nonostante il compromettente accento elitario, si è trasformato in un evento speciale per questo: l'incantevole scenografia di piazza San Marco ha incontrato un mostro sacro della canzone d'oltralpe per attraversare i cambiamenti epocali della Francia.

Novanta minuti di grande lezione musicale, accompagnati da capricci tecnici, che Aznavour bacchetta. Protesta e si mette a cantare a cappella, mettendo in imbarazzo l'Orchestra della Fenice. A 86 anni Aznavour ha ancora una voce così limpida da far venire la pelle d'oca, ha quel savoir-faire stilistico che contraffa il confine tra interprete e autore, calpestando la superbia tipica dei nostri cugini d'oltralpe. Canta in francese Paris au mois d'Août e Je vojage, canta in italiano Devi sapere e L'istrione con quella intensità che conferma la generosità del suo canzoniere verso l'Italia. La sua non è stata una forma di colonizzazione musicale, ma un gemellaggio pieno di sfaccettature. Apprezzati i duetti con Franco Battiato e Massimo Ranieri, lascia indifferente la performance di Patty Pravo. E sul tris finale che esplode l'emotività del pubblico: Ed io tra di voi, Emmenez moi e Com' è triste Venezia. Standing-ovation, ma peccato che il tempo sia volato troppo in fretta.
 
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