Monferrato e Franciacorta

Chardonnay chansonnier

Fra Astigiano e Franciacorta, ascoltando le note dorate del vino

È un po' dandy lo chardonnay. In quella sua eleganza ricercata e in quella sua livrea dorata. Ma è anche un po' bohémien, nostalgico, zingaro e vagabondo. Per indole e per passione, Tant'è che, senza tradire le sue francesi origini, se ne va a zonzo per il mondo svelando la sua intrinseca ecletticità. Così, seguendo le tracce del vitigno in giallo, si scoprono due territori che producono nettari di charme: quello piemontese, in bilico tra Langa e Monferrato, e quello della lombarda Franciacorta. Da conoscere visitando due cantine: una storica e una giovanissima. Capaci di dar libertà al brio del biondo Bacco.

IL CANTO DI CANELLI...
- "Qui lo chardonnay è presente sin dall'Ottocento. Ma ha caratteristiche tutte sue, monferrine", spiega Massimiliano Coppo, quarta generazione di una famiglia che nell'Astigiano ha scritto la storia del vino. A partire dal lontano 1892, quando bisnonno Piero fondò un'azienda destinata a varcare la soglia del Terzo Millennio. Passando prima nelle mani del figlio Luigi e poi in quelle dei quattro nipoti: Gianni, Paolo, Roberto e Piero. Ora papà di Max, al cui fianco c'è pure Edoardo, genero di Gianni. Un intreccio di vite e di vigne, che qui sono pettinate, pendenti e sorprendenti. Pronte a correr su e giù per le colline di Castelnuovo Calcea, Agliano Terme e Canelli. Dove la Langa finisce e inizia il Monferrato. E dove ha sede la cantina. Che penetra anch'essa nella collina, raggiungendo il centro della terra. Laddove la luce cede il passo alla penombra, l'acciaio lascia spazio al legno delle botti e le volte in mattoni fanno capire d'esser giunti nelle solenni Cattedrali Sotterranee, scavate nel tufo e candidate a divenire Patrimonio dell'Umanità. Una trama di antri-gallerie che fan da caveau a nettari dalla spiccata personalità.

... E DEI SUOI VINI
- Et voilà dunque il Monteriolo, frutto del puro vitigno chardonnay "che esprime al massimo la sua grandezza, la sua grassezza e la sua polpa", come dice sommo sommelier Luca Gardini. Un vino sapido e suadente, agrumato e minerale, capace di accompagnare la battuta di vitello fassone, condita con olio, sale e limone, preparata al ristorante Del Belbo da Bardon, nella vicina San Marzano Oliveto. Senza trascurare il Costebianche, voce morbida, gioiosa e scanzonata dello chardonnay. Che (insieme al pinot nero) entra pure nell'uvaggio della Riserva Coppo. Un Brut dal finissimo perlage che ben si abbina alla Robiola di Roccaverano. E il Moscato d'Asti? Non manca certo, aromatico, floreale e fruttato, portando il nome di Moncalvina. Così come non manca la rossa Barbera, altra bandiera della maison. La cui essenza si svela in due vini rubini: il Camp du Rouss, semplice, conviviale ed equilibrato, ideale a corredo dei ravioli del plin o di quelli alla monferrina; e messer Pomorosso, intenso, possente, speziato e di buona acidità. Perfetto complice dello stracotto.

SUONI DI FRANCIACORTA...
- "Senti che vino", recita il claim di Vignenote, azienda bresciana immersa nello scenario settecentesco di Borgo Santa Giulia, in quel di Timoline di Corte Franca. Anzitutto, perché i suoi cinque Franciacorta bisogna saperli ascoltare. E poi perché ogni tappo porta impressa (sulla capsula) una nota musicale, in modo da formare, a collezione completata, un motivetto. Tant'è che un brandsound è stato creato su misura da Jury Magliolo, compositore bresciano che ben ha saputo interpretare il setoso movimento del perlage. E poi? In etichetta compare una baccante che suona la lira e il collarino della bottiglia altro non è che un pentagramma. Che dire di più? Che il titolare Massimo Bettoni è un ex sassofonista e che le visite in cantina con gli enologi Caterina Boni e Mattia Piva sono accompagnate da cromoterapia e musica classica.

... E NOTE DI VIGNE
- Non resta che annusare e sorseggiare i vini. Figli del raffinato chardonnay. In purezza, come il Satèn, fine, delicato e dalle nuance vanigliate, e l'Extra Dry, leggermente fruttato e mieloso. A cui si aggiungono nettari che vantano una percentuale del più vigoroso pinot nero: il Brut, dai freschi sentori di frutta bianca; il Pas Dosé, schietto, secco e deciso; e il Rosé, dall'abito rosato-aranciato, dalla spuma esuberante e dalla tonalità sensualmente fruttata. Vini gioviali, ideali compagni dei piatti preparati dal giovane chef Paolo Radici al ristorante Santa Giulia, cuore gourmet del complesso, che vanta pure un porticato country-chic dove cenare o pranzare con vista sul verde. Assaporando un riso carnaroli mantecato con vongole, crema di sedano e riduzione di Curtefranca Vignenote (il rosso di casa) e un reale di vitellino cotto a bassa temperatura con patata mantecata e sauté di champignon e fichi secchi. Avvolti dal fascino silenzioso del Borgo. Dove si può pure fare un po' di rumore. Al Baccano delle Vigne, luogo di serate e di eventi a tutti finger food, drink e musica live. Per poi rilassarsi in una delle sette camere del Relais delle Vigne. Di cui tre portano il nome di Violino, Chitarra e Clarinetto. Per ascoltare le cullanti note della notte.

  • UTILE DA SAPERE

  • AZIENDA COPPO - ASTIGIANO
  • Visita in cantina: su prenotazione, 15 Euro con degustazione di 3 vini (Costebianche, Camp du Rouss e Moncalvina). Personalizzabile a seconda della richiesta
  • In auto da Milano: autostrada A26, uscire ad Alessandria Sud e seguire le indicazioni per Canelli

  • AZIENDA VIGNENOTE - BORGO SANTA GIULIA - FRANCIACORTA
  • Visita in cantina: su prenotazione, con degustazione in abbinamento a salame di Montisola, Grana Padano e stuzzichini dello chef (1 vino, 8 Euro; 2 vini, 12 euro; più di 3 vini, 16 Euro)
  • Wine shop: aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18; sabato e domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18
  • Ristorante Santa Giulia: aperto dalle 12 alle 14 e dalle 19.30 alle 22; chiuso lunedì sera e martedì
  • Baccano delle Vigne: aperto per happy hour, apericene, eventi e feste riservate
  • Relais delle Vigne: 7 camere a tema (da 120 a 180 Euro a notte in camera doppia con colazione)
  • Nei dintorni: a Provaglio d'Iseo, a pochi passi dalla Riserva Naturale Torbiere del Sebino, ha sede il Monastero di San Pietro in Lamosa, donato nel 1083 ai monaci cluniacensi della zona. All'interno, affreschi monocromi e policromi in una successione di stili romanico, gotico e rinascimentale. Visite guidate su prenotazione (con libera offerta), tutti i giorni dalle 14 alle 17.30, telefonando allo 030 983504 
  • In auto da Milano: Autostrada A4 Milano-Venezia, uscita Rovato. Per poi proseguire in direzione Iseo

Correlati:

www.coppo.it
www.vignenote.it