Addio a Sergio Bonelli

Milano piange il grande editore di classici come Tex e Dylan Dog, scomparso a 79 anni

Milano si metta l'anima in pace perché se n'è andato l'ultimo grande editore del fumetto italiano. Con la scomparsa improvvisa di Sergio Bonelli, avvenuta questa mattina all'Ospedale San Gerardo di Monza all'età di 79 anni, finisce un'epoca. Quella dei condottieri che hanno fatto delle proprie passioni uno stile di vita; quella dei guerrieri del pensiero che hanno difeso le nuvole parlanti, dando filo da torcere ai benpensanti, convinti che le strisce fossero robetta da ragazzini. Sergio Bonelli ha dato longevità a Tex, l'antieroe western creato dal papà Gianluigi assieme a Galeppini; ha fatto da controfigura a Zagor e Mister No con lo pseudonimo di Guido Nolitta; ha scommesso sulla rinascita del fumetto italiano negli anni del riflusso con Dylan Dog e Martin Mystère; ha esportato le nostre strisce all'estero, senza perdere mai di vista i maestri della grande tradizione dell'America Latina; ha trasformato la casa editrice di via Buonarroti da bottega artigianale a laboratorio di creatività, idee, pensiero.

PIONIERE DI SOGNI A MATITA - Il pensiero è fatto di sostanza e materia, proprio come i sogni. Sergio Bonelli di sogni ne aveva a sufficienza per convincersi, in tempi non sospetti, che la letteratura non si scriveva soltanto a parole, ma si disegnava anche a matita. Questa convinzione sempre più marcata non crebbe soltanto all'ombra del Bonelli figlio sceneggiatore, ma nelle vesti di un editore che amava il confronto, discuteva e pianificava. Mi piaceva quella sua aria scanzonata, ironica e l'idea che potessi incontrarlo ovunque: al Blue Note a godersi un concerto di jazz; ad una tavola rotonda nelle vesti di relatore, seduto però dalla parte del pubblico-lettore; al Salone del Fumetto a chiacchierare con gli appassionati; al bar a fare colazione e a leggere il giornale.

REALTÀ E IMMAGINAZIONE - Una volta Sergio Bonelli mi disse che "la realtà bisognava guardarla dal verso giusto e raccontarla dal verso dell'immaginazione". I personaggi dell'immaginario bonelliano vivono per riflesso con la realtà alle calcagna, ma sigillano nel vivaio dell'immaginazione la proliferazione della riflessione, l'impasto emotivo della visione ideologica, la versatilità dell'eroe che si fa alla portata di tutti. Oggi al n.38 di via Buonarroti a Milano, sede della casa editrice Bonelli, c'è un profondo silenzio e ai suoi collaboratori di una vita sembra strano non trovarselo lì. Stamattina i grandi eroi del fumetto italiano hanno tirato giù dal letto l'ultimo grande Bonelli, per portarlo nel regno dell’immortalità, lì dentro una striscia disegnata, e restituirlo alla vita nel tratto poetico di una matita.

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