200 volte Verdi

A Busseto e dintorni per il compleanno del più celebre compositore operistico italiano

Duecento, ma non li dimostra. Forse neppure se li sente, data la grande popolarità di cui ancora gode. Tanto ampia e meritata che sua sorella minore, l'Arena di Verona, che di anni ne compie solo 100, ha indossato la sua collezione migliore: Aida, Nabucco, Traviata, Trovatore, Rigoletto, Messa da Requiem e, mercoledì 17 luglio, un Gala con tre atti di tre diverse opere nella stessa serata. Insomma, i colori del 2013 sono i Verdi in tutte le loro sfumature.

LA PICCOLA PATRIA – Per capire chi sia davvero Giuseppe Verdi, ripercorrere le tappe della sua vita, c'è un solo modo: mettere in agenda un weekend a Busseto (Pr) e lasciarsi trasportare dalle più celebri arie musicali in questo lembo della Bassa dove le sinfonie le compongono anche a tavola, con alcuni prodotti di eccellenza della zona come il Parmigiano-Reggiano, il Culatello di Zibello (con il suo derivato, lo Strologhino), la Spalla di San Secondo, il Prosciutto di Parma, il Salame di Felino, la Spongata di Busseto, il vino Fortana del Taro, i Cappelletti di verdure… Del resto lo stesso Verdi, oltre che musicista, era un oculato agricoltore e un buongustaio, autore persino di ricette. Ma andiamo con ordine e cominciamo dalla culla, a Roncole Verdi, 5 km da Busseto sulla via per Soragna. La casa natale è intatta, come quel 10 ottobre di due secoli fa quando nacque il piccolo Joseph Fortunin François. Registrato all'anagrafe in francese perché allora l'Italia Settentrionale apparteneva all'impero napoleonico. "Sono stato, sono e sarò sempre un paesano delle Roncole" scriverà Verdi a 50 anni, all'apice della fama internazionale. E bisogna immaginarsela, questa casa al centro del crocevia, a inizio '800. Locanda, emporio e stazione di posta, al pianoterra accoglieva i viandanti e offriva ricovero a carri e cavalli. Al primo piano viveva la famiglia del gestore. Camere basse, senza solaio. Dignitosa povertà e una finestra sul mondo. Un mondo rurale che, in fondo, non è cambiato. Fatto di cose semplici, genuine e alla buona. Come la gente di qui.

SUOCERO E MECENATE – Lasciate le Roncole, si arriva a Busseto che 200 anni fa era un rettangolo circondato da mura e traversato dalla Strada Maestra, interamente porticata. Abbattute le mura, oggi restano i portici di via Roma. Una bella passeggiata per arrivare alla piazza dedicata a Verdi su cui si affaccia un altro luogo importante nella vita del compositore: Casa Barezzi. Agiato commerciante, Antonio Barezzi era un patito della musica. Fu il mecenate del giovane Verdi e lo accolse in casa come maestro di musica della figlia Margherita che Verdi poi sposa nel 1836. Matrimonio breve perché la giovane muore nel 1840. Il vecchio Barezzi resta comunque molto legato a Verdi e Verdi a lui: un secondo padre. Della casa di Antonio Barezzi resta il grande salone dove si tenevano le serate musicali della Filarmonica Bussetana da lui stesso fondata. Il resto dell'abitazione è oggi un museo verdiano con cimeli, autografi, ritratti e documenti che ripercorrono la vita e l'opera del compositore tra cui la sottoscrizione per i caduti delle guerre d’Indipendenza. Giustamente Verdi è considerato tra le grandi anime del Risorgimento. Il salone, usato ancora oggi per concerti, ospita il pianoforte Tomaschek su cui Verdi compose I due Foscari e che suonò nel 1867 per alleviare la lunga agonia del suocero.

LA BOMBONIERA NEL CASTELLO – Usciti da Casa Barezzi basta traversare la piazza per raggiungere la Rocca, oggi palazzo comunale, al cui interno c'è un altro luogo verdiano: il Teatro. Verdiano suo malgrado perché il compositore fu sempre contrario all'idea: "A Busseto un teatro? Poveri noi se ciò accadesse" scrive a Barezzi nel 1845 e per l'inaugurazione, nell'agosto del 1868 se ne va a Tabiano per le cure termali. Fino al 15 settembre, a stagione finita, quando scrive: "Stasera il teatro di Busseto si chiude e io potrò tornare". Davvero un bel caratterino! Oggi questa bomboniera di 300 posti, è sede del prestigioso Concorso Internazionale Voci Verdiane oltre che di recital e concerti. Sulla piazza si affaccia anche la Collegiata che all'interno ospita capolavori della pittura lombarda del '500 di Michelangelo Anselmi e Vincenzo Campi. Dall'interno della Collegiata si passa all'Oratorio della Trinità dove c'è un altro capolavoro del Campi e l'altare della Vergine dove furono celebrate le nozze tra Verdi e Margherita. All'angolo della piazza con via Roma spicca invece il vecchio Palazzo Comunale e, di fronte, il Bargello, entrambi del XV sec. Ripercorrendo la via principale, al n. 56 il neoclassico Palazzo Orlandi ricorda i primi successi (anche economici) di Verdi che lo acquista nel 1845 e dove compone Luisa Miller, Stiffelio e Trovatore. Oggi purtroppo lo stabile è in abbandono se si eccettua, al piano terra, la PizzOsteria (tel. 052491523) che propone menu a tema con specialità locali. Sullo stesso lato, più avanti, l'antico Monte di Pietà e il collegio dei Gesuiti con la chiesa (sconsacrata) di sant'Ignazio. Il Monte di Pietà ospita l'antica biblioteca gesuitica. Chi vuole sapere qualcosa di particolare su Verdi o su Busseto può chiedere qui del suo direttore, il professor Corrado Mingardi, memoria storica del paese e del suo figlio più illustre.

DI VILLA IN VILLA – Lasciata via Roma, in pochi passi si arriva ad altri due importanti luoghi d'arte bussetani: la quattrocentesca chiesa di S.M. degli Angeli e la cinquecentesca Villa Pallavicino. Nella prima, da non perdere, il Compianto sul Cristo morto di Guido Mazzoni, gruppo scultoreo in terracotta dipinta del 1477 e due opere del pittore Antonio Campi (XVI sec.). Con la sua pianta a scacchiera Villa Pallavicino è uno degli esempi più singolari di villa signorile del '500. Oggi ospita il Museo Nazionale G. Verdi che si sviluppa lungo un percorso attraverso le 27 opere verdiane nel contesto della cultura e della società ottocentesche. Le schede-guida sono di Philippe Daverio e la visita è accompagnata dai più celebri brani verdiani. In mostra bozzetti, costumi, scenografie delle prime rappresentazioni. Per l'ultima tappa sulle orme del compositore bisogna raggiungere Sant'Agata di Villanova d'Arda. Villa Verdi è la dimora della maturità e della lunga vecchiaia con la seconda moglie, la cantante Giuseppina Strepponi, sposata nel 1859. Della villa, ancora di proprietà degli eredi di Verdi, sono visitabili le stanze occupate dal maestro e dalla moglie, la cappella, le scuderie con le carrozze, le cantine e il parco. Suppellettili, mobili, decorazioni sono rimaste intatte. Nella stanza occupata da Verdi, il pianoforte su cui sono nate tutte le grandi opere da Rigoletto in poi e il busto in terracotta del musicista modellato da Vincenzo Gemito nel 1872. Un viaggio a Busseto può prolungarsi di qualche km e includere anche Soragna, per una visita alla Rocca della famiglia Meli Lupi che contiene opere di Cesare Baglioni, dei Bibiena di Antonio Amadeo, Nicolò dell'Abate e altri artisti del rinascimento e del barocco. A pochi passi dal castello, accanto all'antica cascina Corte Castellazzi, c'è il Museo del Parmigiano-Reggiano, ricavato in un casello (caseificio) neoclassico dei Meli Lupi. Per un viaggio nei sapori e nella cultura casearia antica di secoli.

  • INFO 
  • Busseto  

  • MANGIARE&DORMIRE 

  • Agriturismo Il Bosso, via Traversante Passera 1, Busseto (Pr), tel. 3385967038.

  • Sapori della Bassa, via Balestra 2, Busseto, tel. 0524931133  
  • Punto vendita accanto alla Collegiata, degustazioni e anche 20 posti a sedere per qualcosa di più che un semplice assaggio. 

  • Salumificio Dallatana, via Provinciale 4/a, Roncole Verdi, tel. 0524935024 
  • Possibilità di visite guidate con degustazioni. 

  • Cantine Bergamaschi, Loc. Samboseto 100, tel. 052490132.  
  • Azienda vinicola che effettua tour guidati con degustazioni.  

  • Azienda Agricola Mezzadri, via Consolatico Inferiore 3, tel. 3406704818  
  • Ha uno spaccio per la vendita diretta dei propri prodotti: Parmigiano-Reggiano, burro, salumi, miele, spongata e molto altro.
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