Haiti, il momento di ricostruire

Dopo il terremoto, l'aiuto del mondo ai sopravvissuti

Dopo la distruzione ad Haiti è tempo di ricostruire. Oggi a Port-au-Prince non c'è più niente, non c'è più nessuno. Ricominciare non sarà facile. Chi è sopravvissuto deve fare i conti con le epidemie, la fame, le violenze, la povertà. Tra polemiche e difficoltà, la macchina della solidarietà per portare gli aiuti umanitari si è attivata. Numerose organizzazioni internazionali e associazioni governative hanno promosso raccolte fondi. Ci vorrà tempo e la collaborazione di tutti. Ma nessuno di noi può restare a guardare.

GLI AIUTI - Ciascuno di noi può fare qualcosa. Basta un messaggio di 2 Euro al 48541 per sostenere l'iniziativa de Il Corriere della Sera, La Gazzetta dello SportAgire (l'Agenzia italiana per la risposta alle emergenze che rappresenta il coordinamento di alcune Ong italiane), che via sms hanno già raccolto 8 milioni di euro. Oppure si può devolvere il proprio contributo alle organizzazioni umanitarie. Sono attivi nella racconta fondi: Medici Senza Frontiere; l'Unicef; la Caritas; la Croce Rossa Italiana (il Comitato internazionale ha attivato uno speciale sito www.icrc.org/familylinks per aiutare gli haitiani ad avere notizie dei propri cari) e il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite-Wfp che fornisce assistenza alimentare alle vittime.

I BAMBINI - L'appello dell'isola al mondo è di salvare i suoi bambini: secondo Save the Children sono 2 milioni i piccoli colpiti dal terremoto, rimasti orfani o feriti, che hanno bisogno di tutto: acqua, assistenza sanitaria, cibo e protezione. In due campi l'Unicef ha già riunito 30mila piccini. Ma non basta. Per informarsi e contribuire, tanti i siti a disposizione: http://www.nphitalia.org/, http://www.savethechildren.org/, http://www.savethechildren.org/, http://www.savethechildren.org/http://www.icrc.org/. Si può sostenere anche l'AnpilLa Fondazione Francesca Rava presente ad Haiti da 22 anni con diversi progetti per l'infanzia; la Coopi-Cooperazione Internazionale, che sta operando insieme alla ong latinoamericana Rapid La, promotrice di un progetto http://www.adottareadistanza.org/ di aiuto dei piccoli a distanza.

LA POLEMICA - Lembo d'Africa nera trapiantato in Centro America, Haiti è uno dei luoghi più poveri al mondo, segnato dal colonialismo, dallo schiavismo e dal clericalismo. Tra le regioni più sismiche e soggette ad uragani del mondo, paradossalmente condivide il territorio con un paradiso tropicale, la Repubblica Domenicana. Una linea di confine separa il paradiso dall'inferno. Stesso Paese, due mondi. E mentre da una parte c'è solo morte e distruzione, dall'altra la vita continua e i turisti non rinunciano alle loro vacanze. Proprio come al largo di Labadee Beach, oasi sulla costa settentrionale non lontano dal disastro, dove una delle ammiraglie di una nota compagnia di navigazione americana ha attraccato per permettere agli ospiti di fare il bagno. Giusto? Sbagliato? Di certo è una scelta che fa riflettere.

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