Guida Identità Golose

Storie Golose

È in libreria la nuova edizione della Guida ai Ristoranti d'autore

Livrea rossa e bianca. Una valigia colma di racconti. E un "cappello" griffato da Clarence Seedorf, calciatore nonché co-capitano di due ristoranti a Milano. Così si presenta in libreria l'edizione 2013 (la sesta) di Identità Golose - Guida ai Ristoranti d'autore di Italia, Europa e Mondo (19 Euro, Il Castello Editore). Curata da Paolo Marchi e vergata dalla penna di 120 collaboratori, fra cui compaiono molte firme del giornalismo internazionale.

Un volume vaporoso e corposo, che conta ben 832 pagine, custodisce 663 insegne gustose e vagabonda per trenta Paesi, spaziando dallo Stivale al Sudafrica, dalla Svezia alla Nuova Zelanda, dalla Cina al Giappone e dall'Estonia all'Australia. Senza mai dispensar voti, ma tenendo d'occhio le idee e le passioni, le emozioni e le evoluzioni di cuochi capaci di cucinar pensieri saporiti.

Un gastro-compendio che inanella ristoranti stellari e trattorie avanguardiste, oasi della tradizione e indirizzi della sperimentazione, corredati da sezioni interamente dedicate ai maestri del dolce e a quelli della pizza. Sublimazione lievitata e sfornata della creatività. E per gli amanti delle acquolinose divagazioni? Et voilà le "Storie di Gola", ovvero luoghi e città narrati da un punto di vista ghiotto. Ecco allora la vivace Barcellona di Ferran e Albert Adrià; la raffinata Parigi di Alain Ducasse; la vivace New York by chef Daniel Humm; la bella Napoli di pizzaiolo Enzo Coccia; l'amabile Roma di cuoca Cristina Bowerman; la Trento spumeggiante di Alfio Ghezzi e le veraci Marche di Moreno Cedroni.

Senza dimenticare le "Giovani Stelle" incoronate dall'appetitoso tomo. Della serie: fuoriclasse che non hanno ancora raggiunto gli "anta" ma che si sono distinti per genio e regolatezza. Fra loro, il "miglior chef" Antonino Cannavacciuolo, cuocone campano che spicca fra le nebbie del Lago d'Orta, ai fornelli di Villa Crespi; la "sorpresa dell'anno" Silvio Salmoiraghi dell'Acquerello di Fagnano Olona; e il "miglior chef pasticciere" Mario Paqini, albanese e virtuoso del dessert nel milanese Il Luogo di Aimo e Nadia. E ancora, il "miglior sommelier" Mauro Mattei del Piazza Duomo di Alba e la "giovane famiglia dell'anno", incarnata nel quartetto Tinari di Villa Maiella, nella chietina Guardiagrele: mamma Angela, papà Peppino e i figli Pascal e Arcangelo. Un poker d'assi in terra d'Abruzzo, sotto l'egida dei Jeunes Restaurateurs d'Europe. Di cui fanno parte pure la "miglior chef" Antonia Klugmann de L'Argine goriziano; il "miglior sous-chef" Salvatore La Ragione della Torre del Saracino di Vico Equense; e Christian Milone della pinerolese Trattoria Zappatori, a cui è andato il "premio birra in cucina". 
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