Shambala

Ospitata in un’ex cascina, ecco una “locanda asiatica con grandi alberi” dove riscoprire il sapore delle emozioni

Tremule, le candele diffondono un’aura magica accarezzando di luci e ombre un ambiente esotico e suggestivo. Intriganti, le essenze di zenzero e vaniglia seducono l’olfatto con i loro aromi pervasivi. Cullante, la musica di sottofondo sembra trasportare come d’incanto in Paesi lontani. Allo Shambala i sensi vengono catturati da insolite atmosfere, stregati da charme e raffinatezza. Gli interni sfoggiano tessuti ricercati e mobili in legno dai colori caldi e avvolgenti, il bambù ricama il soffitto e gli angoli più fascinosi del locale mentre i quarzi delle lampade del designer Gianluca Pacchioni sanno allontanare le energie negative regalando agli ospiti una serenità assoluta. Qui è tutto calma e levità. Qui regna un benessere declinato in armonia e rilassatezza.

Le tre sale, corredate di una zona privé, sono impreziosite da tavoli tondi, oppure bassi alla moda orientale nonché originali letti balinesi sui quali cenare comodamente accoccolati fra morbidi cuscini. Intanto il desco, apparecchiato con bacchette e tovaglie in rafia, attende di essere imbandito con prelibatezze della cucina tradizionale vietnamita-thailandese. Ricette equilibrate, speziate al punto giusto e che utilizzano materie prime di ottima qualità. Carne, pesce e verdure vengono elaborati con sapienza, in modo originale e in piacevole abbinamento con salsine come quella al tamarindo, da assaporare in versione naturale o con l’aggiunta di teneri lichees. Piatti che inneggiano alla genuinità, proprio come il significato di Shambala vuole intendere: “Terra pura”. Ecco allora arrivare scenografici vassoi ricolmi di delizie: yam mamuang, insalata di mango e gamberi con fiocchi di cocco tostato, cipolla rossa e insalata profumata con menta fresca, viet nem phi le, tartare vietnamita di filetto di manzo marinata in salsa piccante e servita su un letto di cetrioli, gai hor bay toey, fagottini di petto di pollo marinati agli aromi e cotti in foglie di pandani, cha gio, involtini ripieni di polpa di granchio e serviti con foglie di lattuga, menta fresca e salsa piccante al tamarindo, sashimi di salmone leggermente scottato in semi di coriandolo e pepe rosa, foglie d’insalata e salsa wasabi e po piah sod, sushi vietnamita in carta di riso, ripieno di verdure e salmone con erbe fresche e salsa agrodolce piccante allo zenzero.

Un trionfo di sapori da scoprire anche nei pad thai noodle saltati con pesce e vegetali e spolverati con coriandolo ed erba cipollina, nella cernia allo zenzero con riso alla curcuma e anacardi, nel ped nga ma khaam, petto di anatra grigliato con sauté di germogli di soia, funghi shiitake e salsa di tamarindo e  semi di sesamo tostati, nei gaeng kheow wan gai, bocconcini di pollo con pompelmo rosa saltati con vegetali, latte di cocco, curry verde e curcuma. Ce n’è per tutti i gusti, anche per chi adora le zuppe e i piatti vegetariani. Imperdibili sono infatti il tom yam kung, gamberi in brodo di galanga e limone, il pho bo, brodo di carne aromatizzato all’anice stellato con verdure, fettuccine di riso e fettine di manzo e il tofu con verdure verdi saltate in cremosa salsa di soia piccante e spolverato con erba cipollina e coriandolo.  
Senza dimenticare i dolci, vera sublimazione della sofficità, con la mousse di cacao amaro e arance, quella al caffè e quella croccante alla vaniglia, e della fragranza, con la charlottina di cocco con crema di cioccolato  e i tortini di cioccolato frutta e cannella.

Per quanto concerne il beverage si può scegliere tra ottimi vini nazionali, tè orientali, birra tailandese, Mojito Sakè come aperitivo e Takarà come fine pasto. Sempre con la certezza di un servizio cordiale e impeccabile.

Ma oltre al palato la location sorprende per le sue novità: apertura tutti i giorni della settimana, un martedì al mese dj set by Alberto Traversi con musica “Shambala Lounge” e, da marzo, sushi e sashimi in menu. Tutto in attesa della bella stagione, quando il fresco giardino sarà pronto ad accogliere gli ospiti sotto il tetto balinese Alang-Alang.