San Pellegrino Young Chef

Uno su tremila ce la fa. È irlandese lo chef under 30 che si aggiudica il prestigioso premio di S. Pellegrino

L’ha spuntata su venti finalisti provenienti da tutto il globo e il suo piatto è stato giudicato dal gotha della gastronomia internazionale.

L’irlandese Mark Moriarty del Culinary Counter di Dublino è lo chef under 30 che si è aggiudicato il prestigioso premio San Pellegrino Young Chef. Un riconoscimento importante, che lo proietta nel firmamento dell’alta cucina d’autore.

La finalissima del concorso si è svolta a Milano, al The Mall di Porta Nuova, e per l’occasione ha visto riuniti i più grandi chef del mondo in una vera e propria commissione d’esame.

Un blasonato parterre di stellatissimi, costituito da Gastón Acurio, Yannick Alléno, Massimo Bottura, Margot Janse, Yoshihiro Narisawa, Joan Roca e Grant Achatz.

L'irlandese Mark Moriarty, nel corso della premiazione

L'irlandese Mark Moriarty, vincitore di San Pellegrino Young Chef, nel corso della premiazione

gli chef under 30 finalisti, i big di domani

La creazione con cui il giovane talento irlandese si è distinto è Celeriac baked in barley and fermented hay, cured and smoked celeriac. Una ricetta che declina il sedano rapa in tre maniere, cotto nell’orzo e fieno fermentato, montato e affumicato.

Un piatto fortemente legato alle sue origini e al territorio, al punto che per la presentazione il cuoco ha addirittura usato una tazza appartenuta alla nonna.

A seguire, rispettivamente al secondo e al terzo posto, si sono classificati la peruviana Maria José Jordan con Immortal Technique: Citrus, Rosemary, Gin e il norvegese Christian André Pettersen con il piatto East meets West.

Tra i finalisti anche il nostro Paolo Griffa, 23 anni, sous-chef al Piccolo Lago di Verbania, che con il suo Trippa e foie gras ha proposto una versione inedita, fresca e agrumata del fegato grasso d'oca.

"Pensavo di trovarmi davanti a un cuoco in tenera età, ma in realtà mi sono confrontata con un vero professionista", racconta Cristina Bowerman, chef "mentore" che ha affiancato e supportato il cuoco italiano in questa importante esperienza.

A prescindere dal risultato, considerando che sono stati selezionati su una rosa di tremila candidati, i venti finalisti possono tutti ritenersi soddisfatti.

Saranno loro i big di domani? A giudicare dalle creazioni presentate e dalle emozioni trasmesse, pare proprio di sì. L'entusiasmo delle giovani promesse è sempre contagioso.