Ristorante da Giulia

Incontro fatale fra il mare e la pasta fatta in casa

SEMPLICITA' E QUALITA' - Ha cambiato nome. Ma non certo filosofia. L'ex Panamà Cafè ha vestito un'insegna tutta nuova che rende merito alla sua cucina nonché alla regina dei fornelli, la bravissima Giulia Grande. Che non smette mai di stupire i commensali con ricette semplici ma autentiche. Quelle che omaggiano la gastronomia mediterranea, con specialità che giungono dritte dritte dalla Puglia e dalla Sicilia. E' così che al ristorante Da Giulia la passione si fa sapore, senza trascurare un pizzico di fantasia. Ma quella saggia, che non trascende mai in fantascienza e che rispetta la natura originaria degli ingredienti. “Mi sono accorto che la gente desidera trovare genuinità, leggerezza e freschezza in quello che mangia”, commenta il patron Gianni Galantino. “Ama sentirsi rassicurata da una ricetta della tradizione, realizzata con la massima cura”.

CENA - Atmosfera gioiosa, tovaglie verdi e gialle, quadri d'autore alle pareti (sono le pitture di Marco Tempesta) e lui che arriva, fresco freschissimo, declinato in innumerevoli versioni: il pesce del mare Nostrum. Ecco allora il carpaccio di polipo con rucoletta selvatica e pomodorini, stuzzichini di pesce spada affumicato con julienne di finocchi crudi, tris di affumicati (tonno, spada e salmone) su insalatina e vinaigrette alla senape, sauté di cozze e vongole veraci, gratin di calamaretti e involtini di spada, pesce spada con impanatura aromatica e verdurine saltate, filetto di pesce croccante (spigola orata, pagello o ricciola a seconda dell’offerta del mercato) con verdurine di stagione al profumo di timo, grigliata mista di pesce, scaloppa di gallinella al cartoccio e frutti di mare, tonno in crosta di sesamo, gallinella o scorfano al cartoccio con frutti di mare e zuppa di pesce spinata (questa solo su prenotazione). E poi c’è lei, la mitica e turrita parmigianina di spada, melanzane e vongole veraci, rilettura golosa della classica parmigiana, dove la filante mozzarella sposa la delicatezza del pesce e dei pomodori a pezzettini. La chicca del ristorante? La pasta fatta in casa: spaghetti alla chitarra alla tarantina (con le cozze), maccheroncini al ferretto con ragù di polipetti di scoglio, orecchiette con concassé di pomodori, rucola e stracciatella di Andria, orecchiette al nero con julienne di seppie e pomodoro fresco, tagliatelle nere al ragù di pescatrice (in entrambe le pietanze il nero di seppia è nell’impasto), oracchiette con indiviae tonno fresco, cavatelli con pesce spada, pomodorini e ciliegine di mozzarella e pasta con i broccoli verdi e mollica tostata. Senza dimenticare il risotto con astice e porcini e quello ai gamberi rossi di Sicilia al profumo di finocchietto selvatico. E per chi predilige la carne? No problem: straccetti di manzo con rucola, grana e aceto balsamico, carpaccio di manzo con trevisana e fonduta al Roquefort ed entrecote e filetto di angus alla griglia. I dolci sono casalinghi e spaziano dalla torta al limone al tiramisù passando per il crème caramel e la torta alla ricotta. Ricca anche la carta dei vini, con bianchi e rossi nazionali selezionati fra le migliori cantine del Paese, come il St. Magdalener Huck am Back e il Müller Thurgau dell’azienda St. Pauls, il Greco di Tufo e il Fiano di Avellino firmato Di Meo, il Nero d’Avola di Rallo e il Taurasi Riserva Villafosca di Struzziero. 

PRANZO -  La proposta si semplifica un poco, pur tenendo costanti varietà e qualità. Da scegliere ci sono antipasti, cinque primi, sei o sette secondi e tante sfiziose insalate (nizzarda, di mare, di polpo e molte altre). Menu fisso (dal lunedì al venerdì) a 10 euro con primo, secondo, contorno, acqua e caffè. Ma si può anche scgliere à la carte.

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