Pupurry d'estate

Deliziose cenette tra fresche frasche

IL GIARDINO - Elegante e raffinato, è con la bella stagione che il ristorante Pupurry svela la sua parte più romantica: un fascinoso giardino dove trascorrete splendide serate all’aperto in assoluta tranquillità. Le siepi, infatti, avvolgono il dehors creando un’oasi ovattata e serena, isolata dal traffico e immersa nel silenzio. Uno spazio intimo e intrigante, alla cui atmosfera concorre anche il tremulo baluginio delle candele. Il posto ideale per un invito galante o semplicemente per stare in compagnia degli amici più cari.

UN MUST - Da Pupurry la milanesissima cotoletta non rimane certo un ricordo proustiano. Ogni volta viene servita con scrupolosità da manuale. E in due modi: alta e spessa, oppure bassa bassa, sottile sottile, taglia large a orecchio di elefante. Puntualmente con l’osso, fragrante e dorata perché impanata a dovere. La si può scegliere sia nella versione classica, accompagnata da patate e spicchio di limone, che in quella primavera, con pomodorini e basilico (accompagnati a parte, in una ciotolina).

IL MENU - Frittatina all’aceto balsamico, Lorenzini al crudo, asparagi al prosciutto crudo passati al forno, risotto allo zafferano , risotto al salto, allo zola e alle verdure, carbonara alla Giorgio, carbonara di zucchine, bigoli o spaghetti alla chitarra in salsa di acciughe, garganelli crudo e asparagi o alle verdure, tortellacci di magro burro e salvia su letto di crema di piselli e sformato di riso con cuore di crescenza e taleggio. Senza dimenticare i secondi di carne il carré di agnello alle erbe fini in crosta di pane, i bocconcini di pollo in salsa all’aceto balsamico e tutte le declinazioni della Scottona e quelli di pesce, tra cui tartare di tonno, carpacci di spada e di tonno e catalana di gamberi. I formaggi rispettano l’offerta stagionale e così pure i contorni, tenendo come punto fermo la particolarità. Ecco allora peperoni all’aceto balsamico, cipolle borratane in agrodolce, porri alla parmigiana e verdure stufate, cotte separatamente in modo da mantenere inalterati aromi e profumi.

LA CANTINA - Ottimi anche i vini. Ce ne sono una quarantina in lista e, oltre a quelli italiani, fanno la loro comparsa i francesi e gli alsaziani. I due titolari (Massimo Pisani, è l’altro socio addetto al management), seguono ogni dettaglio con meticolosità. Per questo preferiscono rifornirsi da produttori di un certo livello: Latini per la pasta, Pigorini per i polli, Bonati per il Parmigiano Reggiano (ottenuto da un latte talmente robusto che arriva a 72 mesi di stagionatura), Carretti per il Culatello (proposto nella doppia stagionatura da 24 e 36 mesi) e la storica pasticceria San Carlo per i dolci.

L'AMBIENTE - Al Pupurry ogni pasto è una festa per il palato. E per gli occhi, visto l’ambiente suggestivo. I locali sono infatti quelli di una fonderia di campane dei primi del Novecento e gli arredi annoverano pezzi ricercati come un grammofono jukebox anni Venti, una cassa anni Trenta e una vecchia macchina per il caffè a pressione. Colori caldi, molto legno e tavoli impreziositi da candele e dai gialli bicchieri delle Vetrerie di Empoli concorrono a creare un’aura intima ed elegante. Come raffinata è l’atmosfera del Mahogany, il privé sito al piano sottostante.