Profumini isolani

Voglia d'estate, voglia di un assaggio di Sicilia e di Sardegna rimanendo in città

Ci sono i ristoranti romantici e di charme, ci sono quelli essenziali e di design, ci sono quelli rustici e veraci, e ci sono quelli che sanno ricreare attraverso il cibo le ghiotte atmosfere di un paese, specialità della tradizione annesse e connesse. A Milano ce ne sono molti, ma volendo rimanere a tema isolano, ecco due locali che ultimamente si sono distinti per una proposta gastronomica che rende onore alle due maggiori isole italiane, con ricette tipiche sarde e siciliane a cui spesso non manca un tocco creativo.

IL SOLE NEL PIATTO - Pareti color arancione, un ambiente conviviale e tante pietanzine golose e sfiziose. Al Malyan's pranzo e cena profumano di Mediterraneo, con tante portate che omaggiano la solare Trinacria. Del resto con un patron come Angelo Minacapilli, oriundo della provincia di Enna, era giocoforza che il menu s'inchinasse ai sapori di Sicilia. Ecco allora l'elogio della melanzana in tutte le sue forme, delle sarde, del tonno, del pesce (crudo e cotto), delle verdure e degli agrumi. Ingredienti genuini interpretati sempre con originalità, sin dagli antipasti: tartara di tonno con olio al basilico; frittura di sarde; spada marinato all'aceto; mazzancolle al profumo di arancia; carpacci di polipo e di gamberi e seppie; insalata di arance, finocchi e olive; capesante con colatura di ricci di mare; alici gratinate con arance e pinoli; sauté di vongole con porri, zafferano e spumante; parmigiana di melanzane; caponatina di melanzane e imperdibili polpette di sarde con pinoli, uva passa, pomodoro e menta, vero cavallo di battaglia del ristorante. Bocconi deliziosi, da completare con primi e secondi piatti, sempre con la coppola: reginette alla Norma; triangoli di spada al pesto trapanese; tortelloni di melanzane su fonduta di Ragusano e vellutata di pomodoro; margherite di mare al sugo di mazzancolle; spaghetti ai frutti di mare; frittura di totani, gamberi e bocconcini di spada nonché gamberi, scampi, pesce spada o carpaccio di branzino alla griglia, da condire con un filo d'olio di Noto. Piatti semplici ma autentici, suggellati da un immancabile cannolo di ricotta giunto dritto dritto dalla landa siciliana. Come del resto anche  il Nero d'Avola firmato Zisola e i nettari di Donnafugata.

NON SOLO PORCEDDU - Cambio d'isola approdando all'Enjoy 131, dove sia uno dei titolari, Pino Zucca, che lo chef Bebetto sono originari della terra sarda. E le ricette pure, servite in uno spazio di design, con tanto di pareti areografate a foggia floreale nelle tonalità del fucsia, del viola e dell'arancio; lampade rosse e nere; poltroncine Kartell anni Settanta; sedie in plexiglass trasparente e un bancone laccato rosso. Un luogo particolare dove vanno in scena portate altrettanto ricercate. Si può partire da un buon carpaccio di spada e tonno per poi passare al resto del menu: culurgiones pomodoro e pecorino; fregola con arselle e scampi, oppure con carciofi, asparagi selvatici o porcini a seconda della stagione; malloreddu alla campidanese (con salsiccia, pomodoro e pecorino); spaghetti alla bottarga di Cabras, alle arselle e "ai tre orgasmi" (vongole, bottarga e ricci di mare); scamponi alla Vernaccia; orata alla Vernaccia e olive; e maialino o agnello sardi al forno (da renotare almeno un giorno prima). E per finire? Pecorino sardo con miele di corbezzolo, sebadas e dolci isolani come papassini, gueffus, sospiri al mirto e al cioccolato, coccinedde (ripiene di mosto di vino) e tilicas (ripiene di sapa). Portate appetitose, da abbinare a vini di Sardegna (Vermentino, Cannonau, Turriga, Korem e Vernaccia di Oristano) e a liquori quali Mirto Filu e' Ferro.