Si allarga, si arricchisce e ingolosisce sempre di più il Congresso Internazionale di Cucina d'Autore. Che ritorna, per la sua ottava edizione, al primo piano del
MiCo di via Gattamelata,
dal 5 al 7 febbraio. Portando sul palco celebri chef, pasticceri e artigiani, pronti a raccontare dell'eccellenza del sapore e del sapere, della forma e della sostanza, della memoria e dell'avanguardia culinaria. Andando al cuore della semplicità. Senza dimenticare una novità. Accanto alla kermesse, infatti, prende vita il più grande temporary restaurant del mondo (dal 4 al 6 febbraio), per una tre giorni di sorsi e assaggi.
CHEF & SHOW - Salgono sul palco. Favellano. E spadellano. Aggirandosi fra la sala Auditorium e le due Sale Blu. Sono i grandi cuochi protagonisti di
Identità Golose. Che mette al centro ingredienti e materie prime, facendo focus sull'essenza del cucinare e andando "Oltre il mercato", alla ricerca di un rielaborare capace di esaltare (e non dissimulare) il prodotto. Italiano o esotico che sia. A confrontarsi con il tema? Arrivano gli stellatissimi
Massimo Bottura (da Modena),
Carlo Cracco (da Milano),
Moreno Cedroni e
Mauro Uliassi (da Senigallia) e
Massimiliano Alajmo dal Padovano. E ancora,
Davide Scabin dalla provincia di Torino,
Niko Romito dall'Aquilano e
Corrado Assenza dal Siracusano. Mentre
René Redzepi vien da Copenhagen,
Alex Atala dalla brasiliana San Paolo e
Gastón Acurio dalla peruviana Lima. Per un melting pot di culture gastronomiche. Intanto, altri chef si concentrano su tematiche specifiche. Ecco dunque Pietro Leemann aprire con
Joia la giornata dedicata alla naturalità; Viviana Varese incarnare
Alice nel paese delle donne ai fornelli; il napoletano
Enzo Coccia impastare pizze d'élite; e Alessandro Gilmozzi far girare
El Molin della pasta. Tutto in più di novemila metri quadrati di spazio, con due sale degustazioni, cucine a vista e un ampio circuito dedicato alle maison alimentari. E
"fuori congresso"? Una trentina di ristoranti
di Milano e provincia propongono speciali menu
all'insegna
della creatività o della tradizione meneghina.
FOOD & WINE - Ma non finisce qui. Con un giorno di anticipo rispetto al coquinaro concilio, va in scena il
Milano Food&Wine Festival, con Milanodabere.it quale media partner e con ben dieci ingressi omaggio messi in palio dalla competition. Un'occasione unica per scoprire, in un'area di 1.400 metri quadrati, i cento vignaioli entrati nel Gotha dell'enologia italiana; degustare trecento etichette prestigiose; e assaporare i piatti preparati in diretta da chef del calibro di mister Bottura e capitan Cedroni, Enrico e Roberto Cerea (del ristorante
Da Vittorio di Brusaporto, Bergamo), Claudio Sadler (dell'omonimo
ristorante milanese) e Davide Oldani (del
D'O di Cornaredo). E se Andrea Aprea (del
Vun), Cesare Battisti (del
Ratanà) e Alice Delcourt (dell'
Erba Brusca) giocano in casa, da Oltreoceano approdano
Rodrigo Oliveira (da San Paolo) e
Missy Robbins (da New York). Per una vera summa di talenti. Mentre i calici accolgono bacchiche mirabilia firmate da cantine toscane quali
Petra,
Capannelle e
Castello Banfi; campane come
Feudi di San Gregorio; altoatesine come
Castelfeder; friulane come
Livio Felluga; lombarde come
Le Marchesine; e siciliane come
Carlo Pellegrino. Per un pellegrinaggio fra vini regali.