Non solo sushi

Al ristorante Miyako per assaggiare tante ricette nipponiche

Non di solo sushi e sashimi vive la cucina giapponese. Sarebbe come dire che in Italia si mangiano solo pizza e spaghetti, dimenticando la miriade di specialità tipiche locali. Insomma, è arrivato il momento di sfatare l'idea che al ristorante jap si possa ordinare esclusivamente pesce crudo con connubio di riso e alghe. E il Miyako ne è la conferma. Aperto otto anni fa e ristrutturato nel 2004, regala un ambiente caldo e accogliente, assolutamente lontano dallo stile zen e minimalista che caratterizza molti locali nipponici, e pietanze variegate e gustose, che molto onorano i fornelli. Un posto dove l'atmosfera è intima e raccolta, giocata sulle tonalità scure del legno e sulla luce aranciata di eleganti lampade in pergamena. Il titolare Ivan Weng è riuscito a creare un posto elegante ma informale.

A RITMO DI BASTONCINI - Originario di una località vicina a Shanghay, è negli anni Novanta che mister Weng impara i segreti della gastronomia del Sol Levante lavorando a Milano presso il ristorante giapponese Suntory. Poi, i consigli della cognata e del cognato (che ancora lo affiancano), vissuti per anni in Giappone, supportano la sua preparazione. Ecco allora immancabili sashimi e sushi, trionfo di uramaki (rotolini in cui il riso è all'esterno), hossomaki (rotolini con alga all'esterno) e nigiri (mattonellina di riso suggellata da una striscia di pesce crudo), i temaki, ossia coni d'alga ripieni di amaebi (gamberi crudi), neghi toro (tonno e cipollotti) o ikura (uova di salmone), e i particolari dragon maki (con farcia di anguilla e decoro di avocado e uova di pesce volante). Ma ecco pure una teoria di piatti caldi e saporiti: tempura di gamberoni e verdure, patate sakeyaki (rotolini di salmone alla griglia con ripieno di puré di patate), dashimaki (frittatine), nasuaghe (melanzane in salsa di rapa e zenzero), ika satoimonoyaki (frittelle di patate giapponesi e calamari), tori-teriyaki (pollo con salsa a base di miele), yakiniku (fettine di manzo saltate in padella con verdure), tempura udon (spaghetti di riso o integrali in brodo con tempura di gamberi) e la zuppa di miso.

CON IL FORNELLO A TAVOLA - Della serie fai-da-te sono invece le quattro fondute proposte: shabushabu (fettine di manzo e verdure da cuocere in brodo bollente con tanto di spaghetti di riso e di soia e salsine); suki yaki (manzo e verdure da cucinare in un tegame con salsa di soia e sakè e poi da intingere nell'uovo crudo); nonché fondute di pesce e verdure in brodo di pesce e in zuppa di miso. Sempre da accompagnare a birra o tè giapponesi, sakè o a vini italiani. E per finire, qualche dolcetto di riso ai semi di soia, ai fagioli rossi e al tè verde, con corredo di umeshu (liquore di prugna).

A PRANZO - Nipponica anche la proposta per il mezzogiorno (valida anche il sabato e la domenica) con un piatto principale, due contorni, una zuppa, una porzione di riso e un frutto a un prezzo medio di 12 euro (tè giapponese e caffè compresi). Anche se è sempre possibile ordinare alla carta.