Ne ho una zuppa!

D'orto o di mare, rustica o cremosa, la "minestra" diviene fumante complice del gelido inverno

Ristora. Rassicura. E riscalda nelle fredde giornate invernali. Rilassando mente e palato. È la zuppa, rustica o cremosa, brodosa o più sostanziosa, preparata con verdure e legumi oppure con il pesce. Sì, perché lei è eclettica e versatile, pronta ad accogliere gli ingredienti in un abbraccio sano e genuino. Per poi essere consumata lentamente col cucchiaio. In un benefico rito che fa del sorbir vitù.

DI TERRA - Quanto basta. Queste le parole d'ordine del novello QB Mercato e Cucina: 300 metri quadrati al primo piano del club GetFit di via Cenesio. Uno spazio che tanto somiglia a una drogheria, fra marmo, legno decapato e scaffali in ferro, dove acquistare prodotti di eccellenza (legati ai territori di provenienza) nonché assaporare pietanze salutari a un prezzo onesto e in una quantità che ben si confà al proprio senso di fame. Per questo le zuppe si possono ordinare sia in porzione normale sia mini. Corredate da crostoni di pane, scaglie di Grana Padano e olio extravergine d'oliva. Della serie: vellutate tutte bio di porri, piselli e pomodoro, ma anche di finocchi e di zucca Potimarron (piccola, polposa e farinosa). Aranciata bontà che ritorna al Porca Vacca, impreziosita da pepe del Bengala e friabile cialda di parmigiano; nonché da Doris Diner, che non dimentica gustosi mix di carote e patate, di funghi, di orzo e di farro, servendoli in un loft anni Cinquanta. Ci sia accomoda in un lindo salotto campagnolo, invece, da Puro e Semplice, per assaggiare (seguendo la stagionalità) pappa al pomodoro, ravioli del plin di gallina bionda in brodo, crema di asparagi e pistacchi, zuppa di cicerchie con lardo affumicato croccante e soupe à l'oignon (alla maniera delle parigine Halles). Zuppa di cipolle che entra pure nel menu di Casa Lucia, filante e fondente, preziosa di Emmentaler, fatta gratinare in forno a legna e presentata in cocottina. Per mantenerla al calduccio. E per un pranzetto coccoloso? Si va al  di piazzale Corvetto, ospitato al piano interrato dell'Upim Pop. Un comfort cafè che elogia la naturalità, declinata in superbi passati di verdure, minestroni e zuppe mediterranee, pescati direttamente da grossi pentoloni, accompagnati da tarallini integrali, crostini o pane carasau e versati in tondeggianti ciotolone.

DI MARE - Sta con i piedi per terra ma accarezza il mare. È la vellutata di bianchi fagioli toscanelli, gamberi e e olio extravergine messa a punto dal prode Anselmo del Convivium. Per un intrigante gioco di morbido e fragrante, sapido e delicato, verde e rosa. Si tuffa decisamente in acqua salata, invece, la prelibata zuppetta di tartufi di mare cucinata Al Mozzo e incorniciata da specchi-oblò, bussole, gozzi, golette e curiosi oggetti marinari. Tant'è che par di stare su uno yacht in bianco e blu. Guazzetti marini a go go pure alla Trattoria Il Bragosso, che, tra fari e trompe l'oeil vista mare, propone una ghiotta zuppa di pesce (per due persone), presentata in una capiente pentola di pietra ollare, con pane tostato e cuscus a far da saporiti complici. E che dire della squisita minestrina di gamberi di Sicilia con pastina al basilico del ristorante Al Ficodindia? Anzitutto, che è siglata da un talentuoso chef trapanese come Salvatore Giaramida, e poi che è nutriente, appetitosa e insolita. Una vera prelibatezza, a far da attrice in uno scenario gattopardiano.

D'ORIENTE - Unisce la sofficità di ortaggi e gamberi (in pastella jap) e la serica consistenza di sottili spaghetti di grano saraceno il tempura soba firmato Iyo. Una "minestra" corroborante ma leggera, adagiata in un'elegante ciotola noir. Una tipica pasta in brodo alla giapponese maniera, che conosce altre portate sorelle, di nome misoshiru (zuppa di soia con alghe e tofu), osumashi (con gamberi, alghe e surimi) e nabeyaki udon (spaghettoni di riso bolliti con verdure, alghe, pesce e uovo). Questi ultimi presenti in carta pure al Kandoo di viale Corsica (accoccolati in un tegamino coperto e affiancati da un cucchiaio in legno per mescolare gli ingredienti) e al Perla d'Oro di via Vigevano, a cui si aggiunge la zuppa alla pechinese, dal mood agro-piccante, con ortaggi e tofu. E se si volesse rimanere sotto il segno del Drago? Al Wu Taiyo di viale Ranzoni si può sperimentare una chicca in terrina di terracotta: teneri bocconcini di branzino, gamberi e verdurine esaltati in una cino-zuppa dalle sfumature intriganti. Infine, per una Cina più piccantina, ecco la zuppa di gamberi e funghi by Bon Wei, cucinata dallo chef Guoqing Zhan (che vanta diverse esperienze a Hong Kong) e messa à la table fra candidi tovagliati e rosse lacche charmant.