Nami

Un ristorante giapponese dove l’armonia degli arredi incontra piatti dal sapore esotico e dall’aspetto intrigante

Non di solo riso allo zafferano vivono i milanesi. Soprattutto se questo alimento basilare viene forgiato da estro e creatività per declinarsi in una versione nipponica tutta da assaporare in punta di bastoncini. Sono le magie culinarie di scena al Nami, sushi restaurant aperto da qualche mese in corso di Porta Ticinese al 6. Sito all’interno di un palazzo sottoposto al vincolo delle Belle Arti di Milano, è di per sé un piccolo gioiello dal design rigoroso e funzionale al tempo stesso.

All’esterno, campeggiano canne di bambù illuminate da lampade la cui luce si diffonde dal basso verso l’alto; all’interno, un lungo corridoio realizzato con assi di legno e lastre di ferro, nonché incorniciato da lingue di sabbia, ricorda i pontili sul mare e introduce all’accogliente sala ovattata di chiara atmosfera orientale. Ecco allora i toni naturali dei mattoni a vista, le tende in bambù e tubi d’acciaio che, se mosse, emettono delicati tintinnii, il lento scorrere dell’acqua dell’originale fontana posta sul fondo del locale e gli inserti blu e oro di pareti e tovagliato.

E poi l’area riservata ai tatami, scorrevoli e modulabili, che ben si adattano al numero dei commensali. Il proprietario, Qingzu Zeng, insieme alla moglie Loredana, ha creato un luogo suggestivo dove l’eleganza sposa la linearità e l’essenzialità. Leggera e non invadente, anche l’illuminazione è stata pensata con cura: solo candele e lampade in resina ricoperte con carta di riso per un sobrio gioco di luci e ombre.

Cotanta cornice per esaltare i veri protagonisti del teatro gastronomico: specialità giapponesi che attingono alla tradizione con un tocco di fantasia. Al Nami si può assaggiare l’ebiten make, un roll di riso con tempura di gamberi, asparagi e salse, arricchito da scaglie di patate fritte, o il sake saku, tranci di salmone fritto accoccolato su carta di riso con salsa speciale o il nichi ri nami, piccoli triangoli piccanti di riso impreziositi da salmone tritato e cosparsi di sesamo. Delikatessen per samurai occidentali.