Livet

Sapori autentici e ingredienti di qualità per una cucina improntata su semplicità e leggerezza

Cambio di look per il ristorante della centralissima piazza della stazione di Porta Genova. Ora sono il caldo colore arancio delle pareti, le nuove sedute, le ingegnose installazioni realizzate con i materiali di recupero delle Ferrovie dello Stato e l’angolo relax accanto al bar a fare del Livet un locale raffinato e accogliente al tempo stesso. Un design giocato sul giusto equilibrio degli elementi, così come ben dosata è la proposta gastronomica dello chef-patron Guido Brambilla. Piatti freschi, genuini e mai ridondanti.

Dopo aver lavorato a Erbusco per Gualtiero Marchesi e all'Antica Osteria del Ponte per Ezio Santin, e dopo essersi trasferito a Bangkok e a Phuket per qualche tempo, ora è pronto a dirigere una cucina basata sui sapori di "casa" senza lesinare qualche tocco speziato e orientaleggiante.

Il suo menu cambia tutti i mesi, a seconda dell'offerta della stagione e delle materie prime, sempre selezionate accuratamente tra le migliori proposte del territorio italiano. Ne sono un esempio le carni toscane, in modo particolare della provincia pisana, deve un macellaio di fiducia procura tagli pregiati. Ecco il Mucco pisano, la Chianina, la Cinta senese, il maiale pesante pisano, l'Agnello Testanera e quello Pomarancino nonché cacciagione. Senza dimenticare razze piemontesi come il Sanato. Ma deliziosi sono pure pesce, formaggi, verdura e frutta. Al Livet si può assaggiare la bottarga di tonno e ricciola di Siracusa, i legumi umbri e toscani e la polenta di otto file rosso della Garfagnana. Il tutto suggellato da oli siciliani, campani e sardi e cristalli di sale provenienti da Francia, Inghilterra e Galles. Giusto per dare quel quid in più.

Anche se in questo ristorante la marcia in più è data dal fatto che tutta la famiglia sia coinvolta nella regia: Anna, la sorella, gestisce la sala; Matteo il fratello più grande, è l'addetto ai vini (200 le etichette, costantemente aggiornate); Giacomo, il più giovane, collabora all'organizzazione generale, informando i clienti sulle serate di degustazione (solitamente in scena nelle giorni di chiusura); papà Arturo è l'instancabile talent scout di prodotti nostrani e d'Oltralpe, e mamma Tiziana, appassionata di tè e tisane (proposte in lista) impreziosisce l'ambiente con il suo tocco personale.

Insomma tutti per uno e… per il Livet. Che non manca di regalare ai suoi ospiti anche uno spazio esterno: un verdeggiante giardino con tanto di bambù e aceri giapponesi. Perfetto per le cenette estive.