Las Palmeras y Mexico '70

Continuano i viaggi attraverso i sapori di LatinoAmericando: dai delicati sapori del pesce peruviano al gusto deciso della cucina Tex-mex

LAS PALMERAS - Quando si parla di cucina Sudamericana, i primi piatti che vengono alla mente sono quelli appartenenti alla cucina Argentina e Brasiliana, soprattutto a base di carne. Quali prelibatezze verranno mai preparate nel resto del continente? Perché siamo legati solo ad alcune tradizioni culinarie? "Forse è solo un problema di flusso migratorio - ci spiega Gladys Zuloeta - Non dimentichiamo che la maggior parte degli italiani sono emigrati in tali paesi". Al ristorante peruviano Las Palmeras della signora Zuloeta, presente sia al festival, sia a Milano (via Cassinis, 76) si possono gustare i tipici piatti della terra del pisco. Sì, è proprio questa la loro tipica bevanda distillata a base di uva, ingrediente principale del "pisco sour", il cocktail-frozen a base di pisco, albume, limone, zucchero, cannella. Ultimo sorso e via, si comincia con forchetta e coltello. Fanno da antipasto la "Papa a la huancaina", ossia dischi di patata lessa ricoperti da una crema di formaggio e peperone giallo (ortaggio molto usato nella loro cucina), le "Tamales", una sorta di tortino preparato con farina di mais, farcito con carne di maiale e cotto sulle foglie di banane (curiosità: in Perù questa pietanza si mangia per colazione). Apprezzati gli antipasti, segue il piatto forte a base di pesce crudo. Si tratta del "ceviche mixto", una sorta di insalata - piccante - di bocconcini di filetto di persico e  frutti di mare con limone e peperoni. Quanto alla carne, si consiglia il "Lomo saltado", che ricorda quasi uno spezzatino preparato con tocchetti di manzo salati con pomodoro, cipolla e patate. Il dolce, è ovvio, non può mancare. Ecco allora che arrivano i profumatissimi "picarones", sfiziose ciambelline di farina di patata dolce.
E da bere? Ideale compagna fin dall'antipasto è una fresca birra Cusquena.

MEXICO '70 - Più che messicano 100%, Mexico '70 è il tex-mex gestito da Stefano Intropidi, simpatico ed eccellente barman originario di Lodi. "Finiamola con le solite dichiarazioni scontate - ci tiene a precisare Intropidi - Non credo che esistano veri ristoranti messicani nel nostro Paese. Così ritengo che sia giusto diventare interpreti di quella cucina, dare una lettura nostrana dei sapori di questa terra".
Fiero della sua specialità, Stefano ci prepara un cocktail di sua inventiva, il "chili" con lime, peperoncino, cointreau, rum bianco e lemonsoda. Piatto forte dell'accogliente ristorante è il "T-Bone" (T come la forma dell'osso): mezzo chilo di carne succosa e saporitissima servita con onion rings e patatine fritte. "Lo sapete perché la gente è spesso diffidente nei confronti della gastronomia messicana? - continua l'intraprendente gestore - poiché tutti sono convinti che al Messicano si mangia solo piccante." No problem per i vegetariani, per loro, e non solo, è stato appositamente ideato il "Vegetarian burrito", farcito con la crema di fagioli, accompagnato da un'insalatina di pomodoro e crema guacamole (a base di avocado).
Quanto ai dolci, sono da non perdere la torta al cocco e la freschissima mousse di maracuja. Anche qui non possono mancare le briose e "spiritose" bollicine d'importazione dignitosamente rappresentate dalla birra messicana Pacifico.