La belle cousine

Al ristorante Lautrec per vivere una serata soffusa di sapore

Il cancan delle ballerine non si vede e non si sente. E non si sente neppure il rumore di piatti e bicchieri. Anzi, l'ambiente è pervaso da un piacevole silenzio, rotto solo da una cullante musica di sottofondo. Perché al ristorante Lautrec tutto è assolutamente avvolgente e accogliente, dalla soffice moquette che ricopre il pavimento ai morbidi drappeggi dei tendaggi, dalle tavole vestite di setose tovaglie bordeaux ai quadri di antiquariato, dalle comode poltroncine in stoffa fino alle pareti nelle tinte del rosso e del verdone (nelle due salette più intime) e del rosa tenue nel salone delle feste, arricchito da un grande lampadario in stile Liberty e da un nero pianoforte a coda. Atmosfere d'antan, che rammentano una Parigi di fine Ottocento, tanto cantata dal genio di Henri De Toulouse-Lautrec.

PENNELLATE GUSTOSE - Tra mestoli e tegami, ordinati per bene, c'è il giovane chef Jo Matarazzo, origini siciliane, esperienza nella Svizzera italiana nei ristoranti Conca Bella di Vacallo e Santabbondio di Lugano e un presente ai fornelli meneghini. Una cucina semplice e pulita la sua, che non contempla nessuna regione in particolare ma che abbraccia il Bel Paese, facendosi fresca e mediterranea. Della serie, pochi intingoli, prodotti genuini e sapori ben distinti. Risultato? Un menu che varia spesso, mantenendo la qualità di ingredienti e ricette, che talvolta non rinnegano un accento esotico: carpaccio di polpo su insalatina di puntarelle allo zenzero; salmone marinato con germogli di soia e mango; flan di baccalà con gamberi, zucchine e croccante al caprino; tagliatelle fresche al ragù della maison Lautrec (con carne tagliata al coltello e insaporita ai semi di finocchio); fettucce di Gragnano al pesto di patate, melanzane e basilico; risotto al radiccho trevisano e scamorza profumato al Merlot; e tagliatelle accoppiate (la sfoglia bianca e quella al nero di seppia vengono unite) alle vongole e zucchine. E ancora, i gamberi in bikini (sono in parte spogliati del carapace) su julienne e salsa agrodolce; ventaglio di tonno rosso su spinaci novelli; branzino selvaggio con pomodori ciliegini, capperi e olive taggiasche; e scottadito di agnello con fonduta di cipollotti.

TOCCO FINALE - Pasticcere, oltre che chef, Jo prepara anche tutti i dolci. Delicati come la crème brûlé al rosmarino; classici come la zuppa del duca (nome originale del tiramisù, qui realizzato con i savoiardi fatti in casa); sfiziosi come la banana in tempura alla cannella e salsa al caramello; e golosi come il flan al cioccolato all'olio extravergine. E i vini? Non mancano certo. Ecco il Sauvignon di Villa Russiz, la Ribolla Gialla di Sgubin, il Pigato delle Colline del Genovesato di Bisson nonché la Falanghina del Sannio, il Fiano di Avellino, il Greco di Tufo e il Lacryma Christi del Vesuvio di Mastroberardino.