L'estro e il rigore

Al ristorante Lotvs, la creatività sposa la massima cura per i dettagli

È bello. Molto bello. Ma di una bellezza sussurrata, mai sfarzosa. Il ristorante Lotvs palesa la sua eleganza sempre sottovoce, esprimendo un lusso accomodante, che mette a proprio agio. Tanto che pare di stare in un salotto. Un grande salotto, fra lampade a cascata del colore dell'ambra, specchi, moquette a righe beige e marrone, candidi tovagliati, tavoli bianchi e sedie in sinuoso stile Déco. Un luogo rilassante, dalle atmosfere soffuse. Complici la luce calibrata alla perfezione e un servizio impeccabile.

QUESTIONE DI EQUILIBRIO - Se l'ambiente è raffinato, la cucina lo è altrettanto. Merito di due bravi e giovani chef come Danilo Nardoni e Paolo Casanova, capaci di creare ricette dal respiro mediterraneo e dall'anima pura. Sì, perché gli ingredienti si riconoscono al primo assaggio. Nessuno confonde l'altro, anzi, si esaltano a vicenda, grazie ad abbinamenti indovinati, tenzone di consistenze e duetti di cromie diverse. E così il giallo dell'indivia allo zafferano dialoga con il bianco della morbida capasanta e il nero della fragrante crosta che la avvolge; il rosso pomodoro fa da letto alla fondente parmigianina di melanzane; e il verde degli gnocchi di pane alla borragine sfila amabilmente sulla vellutata di parmigiano. Il risotto? Superbo, rigorosamente all'onda, con la polpa di granchio a incontrare la purea di spinaci e le scaglie di mandorle poste a suggello del piatto. Preparazioni leggere, con i condimenti dosati a puntino e una cottura che sublima la materia prima, come nella darna di persico con crema di patate. Da non perdere? L'insalata di puntarelle con dressing alle acciughe e formaggio di fossa, e i dolci: piramide di cioccolato marmorizzato con gelato al torrone e sorpresa alla marasca; incrocio di creme al caffè; bunet dell'astigiano e sorbetti fatti in casa. 

QUI SI GIOCA CON IL SALE - Basta ordinare il filetto di fassone piemontese ed ecco arrivare cinque barchette con una selezione di cristalli di sale. Da utilizzare a piacere sui teneri bocconi. Provando l'emozione di sapide sfumature. C'è il sale marino della Danimarca, affumicato al legno di quercia e olmo rosso; quello hawaiano di Palm Island, ricco di minerali e prodotto con l'aggiunta di rocce di lava nera; quello inglese di Maldon, con forte concentrazione di calcio e magnesio; quello peruviano di Maras, dal sapore intenso, proveniente da una sorgente nelle Ande; e quello australiano di Murray River, tono albicocca ed evaporazione naturale in stagni di cristallizzazione. Da abbinare? Un buon vino rosso, come il "Saffredi", un Maremma Toscana della Fattoria Le Pupille. Ma ottimi sono anche i bianchi (fra cui il Trebbiano d'Abruzzo dell'azienda Masciarelli), gli spumanti e gli champagne. 

LE CHICCHE - Ogni tavolo ha un guardaroba privato, ricavato nelle nicchie di una parete. Poi c'è il fumoir, in fondo alla sala, con vasta scelta di sigari Dunhill.