Il profumo dell'esclusività

Cena a La Malmaison: un ristorante di classe dove assaporare pesce fresco e prelibatezze da Italia, Francia e Spagna

Era la casa dove Napoleone più amava stare. Soprattutto in compagnia della sua adorata Giuseppina. Ora è divenuta un museo, ma la sua anima rivive a Milano, incarnata in un ristorante che strizza l'occhio alla raffinatezza senza trascurare quel non so che di familiare che fa tanto sentire a proprio agio. E' così che La Malmaison si fa meneghina, pronta a regalare serate a tu per tu con cibi ricercati e atmosfere soffuse. "Abbiamo voluto creare un luogo dove l'ospite potesse stare bene, rilassandosi in un ambiente sereno e familiare", confida Stefania, compagna del titolare Davide e un po' dea ex machina del posto. E indubbiamente ci sono riusciti.

QUESTIONE D'AMOSFERA - Quattro le salette dove cenare alla luce baluginante di candele e candelabri. Quattro piccoli privé dove sono i dettagli ad assurgere a protagonisti e l'arte a dare il tocco finale. Ecco allora sottopiatti trasparenti declinati nelle tonalità del rosso, dell'azzurro, del nero e del lilla, a seconda della sala; tavoli tondi impreziositi da broccati e taffettà; pregiate tappezzerie floreali degli anni Trenta e Quaranta; pannelli cinesi del Settecento alle pareti; carta da parati in sughero; specchi antichi e anche qualche sedia Bugatti in pelle, metallo e legno scuro. E' l'Art Dèco che incontra lo stile Impero e la modernità dei quadri di Aldo Rota. E' il gusto per il bello che prende forma, anzi varie forme, al fine di catturare tutti i sensi. Anche l'udito, visto che il pianoforte a coda è spesso foriero di note soft.

OSTRICHE & CO - Nude e crude, aperte in diretta sul bancone da Davide, le ostriche arrivano a tavola accoccolate sul ghiaccio del grande plateau. Sono freschissime e hanno il tutto sapore del mare: dalle Fine de claire alle Quiberon, dalle Cancale alle Label Rouge e dalle Pousse en claire alle Belon. Ma non sono sole. Come compagne hanno tartufi di mare, clams, vongole veraci, telline, cozze, coquilles St. Jacques, mandorle di mare, datteri, lumache di mare, gamberi, astici blu e granchi reali. Senza dimenticare il caviale: russo (nero e rosso) e iraniano. Una leccornia da assaporare con il cucchiaino in osso.

SAPORI PRELIBATI - Cercare sempre i prodotti migliori: ecco la filosofia che sta alla base de La Malmaison. Per questo Davide e Stefania non si rivolgono a un solo produttore ma a circa un'ottantina. Risultato? Solo l'eccellenza, proveniente da Italia, Francia e Spagna. Ecco salumi come il Pata Negra, il cotto di Pata Negra e il lardo di Pata Negra, nonché formaggi di nicchia: Parmigiano Reggiano invecchiato 12 mesi, toma d'Ossola d'alpeggio, testun barricato del Piemonte, cabrles erborinato (spagnolo) e comtè stagionato (francese). Da abbinare alle marmellate della casa. Per poi passare ai piatti, preparati e presentati con cura: carpacci vari (di tonno, branzino, salmone, spada e marlin); gamberi rossi di San Remo; salmone selvaggio Red King affumicato con palline di avocado; filetti di acciughe del Mar Cantabrico con mousse di fragoline di bosco Ribera; cazuelita di angulas alla Malmaison (bianchetti saltati nell'olio bollente con aglio e peperoncino  e serviti nel tegamino di coccio) e lonzino di fico bagnato alla sapa con marmellata di arance. I primi e i secondi: linguine di Gragnano con ricci, bottarga, pinoli tostati e pistacchi di Bronte; spaghetti con vongole veraci e asparagi di Altedo; risotto bicolore alle fragole e caviale; tortellini e tortelli di patate (in omaggio alla Bologna tanto amata da Stefania); filetto di tonno di Mazzara alle mandorle e gamberi al calvados avvolti in lardo di Pata Negra con tortino di riso al curry. Per concludere con una fonduta di cioccolato (sia fondente che bianco) e frutta fresca; un dolce di ricotta e salsa di fragole o una tortina di pere e cioccolato (con foglia d'oro). Ovviamente, preparati in casa.

NETTARI E DISTILLATI - Ricca la carta dei vini, che vanta etichette di pregio, sia di bianchi che di rossi. E se non mancano Amarone, Dolcetto d'Alba, Morellino di Scansano e Nobile di Montepulciano, vi sono pure l'ottimo Rioja spagnolo, la Ribolla gialla di Radikon (un vino rosato che cambia colore con l'ossigenazione), il Cava Nadal (bollicine spagnole) e il vino prediletto da Napoleone, il Gevrey Chambertin Poissenot 1° Cru. Senza trascurare i distillati del dopocena. Whisky, rum, cognac (anche Rémy Martin), calvados e grappe, da sorseggiare nel salotto del ristorante, abbinandoli a un buon cioccolato gianduia. Tanto l'atmosfera concilia il relax e ci si può fermare fino a tardi. Complici oggetti e arredi di antiquariato provenienti dalle collezioni di Stefania, in un riuscitissimo gioco di Déco, Liberty e Impero.

CAMERIERE... CHAMPAGNE - Per tutto il mese di marzo, a La Malmaison, lo champagne non bisogna neppure ordinarlo, visto che arriva dritto dritto a tavola offerto dalla casa. Basta essere in due (e non per forza fidanzati), scegliere qualche buon piatto dalla carta e le dorate bollicine di R. Renaudin giungono al desco pronte per essere sorseggiate. Un modo raffinato per coccolare gli ospiti con un tocco di eleganza. Se poi, invece che in due si è in quattro, in sei o in otto, nessun problema, di bottiglie ne arrivano due, tre, quattro e via via moltiplicando.