Il gusto ha gli occhi a mandorla

Al ristorante Kandoo per assaporare prelibatezze nipponiche, non solo crude

L'architettura elegante, ma al contempo semplice e lineare, è firmata dall'interior designer Simone Nasi Magnoni, noto per la capacità di rendere la materia, la luce e i colori non convenzionali. Ferro e ardesia, nero e grigio. Continui contrasti che dominano all'interno del locale senza appesantire gli spazi. Tavoli con tre gambe, alcuni mobili indonesiani e gli “appendi-menu” contribuiscono infine a delineare l’identità del Kandoo, dove tutto ruota intorno alle emozioni e alle sensazioni: percezioni di serenità e tranquillità accompagnate da una piacevole musica di sottofondo che richiama il lontano Oriente. Due gli ambienti: la zona interna (divisa in due piccole sale) e il dehors, per la bella stagione, che accoglie una trentina di persone.

A QUALCUNO PIACE CALDO - Il locale gestito dalla famiglia Hu, di origine cinese, propone una cucina creativa, che va al di là degli intramontabili sushi e sashimi. Il menu, chiaro da leggere, offre numerosi piatti anche meno famosi, ma tipici della tradizione giapponese. Si può così iniziare con un delicato sunomono (mix di pesce crudo) o con delle sublimi ebi mino age (crocchette di gamberi) e continuare con i rotolini di tonno, salmone o anguilla che, a seconda della grandezza, cambiano nome: hossomaki e futomaki (alga all'esterno), uramaki (riso all'esterno) e gunkan (pesce o l'alga all'esterno e sopra un piccolo decoro). Ma dal momento che non di solo pesce crudo vive la cucina giapponese, ecco allora tante ricette calde capaci di deliziare anche i palati più esigenti, spaziando dalla pasta (spaghetti di riso o di grano saraceno) al pollo e dal pesce alle verdure, talvolta anche con un tocco speziato. Più che degni di nota gli yaki udon, spaghetti di riso saltati con verdure e gamberi, e gli yakitori, spiedini di pollo accompagnati con una deliziosa salsa teryaki. La lista prosegue con insalate, carpacci marinati, zuppe (come il miso shiro), pasta in brodo e riso. Il tutto annaffiato dalle tre birre nazionali (Sapporo, Ashi e Kirin), da sakè caldo o freddo o da vini bianchi e rossi italiani. E per chiudere in dolcezza, ananas con crema di riso e crêpe di crema con azuki (fagioli rossi) e tè verde, dal fresco sapore deciso.

PRANZO E TAKE AWAY - Aperto anche per la pausa di mezzogiorno, offre la possibilità di un menu fisso che soddisfa sia nella scelta che nel prezzo. Maki fantasy, shake ino yaki e tempura mix: all'ospite l’ardua sentenza. Per quanti poi preferiscono assaporare i piatti nipponici tra le mura domestiche, è stato pensato un servizio di take away, senza maggiorazione di prezzi, sia a pranzo che a cena.