Guida ai ristoranti de Il Sole 24 Ore

I ristoranti del Sole

In libreria, la nuova guida del Gastronauta. Edita dal Gruppo 24 Ore

"Noi non diamo voti, ma solo simboli qualitativi". Così dichiara Davide Paolini, il Gastronauta, durante la presentazione dell'edizione 2011 della Guida ai ristoranti de Il Sole 24 Ore, da lui stesso curata e architettata. Un volume schietto e genuino (in libreria a 19,50 Euro), che non incensa e non stronca nessuno. Ma più semplicemente orienta, consiglia, suggerisce dove andare a pranzare o cenare, nell'ampia offerta regionale italiana.

Eccolo allora il libro gastrovagante in lungo e in largo per il Buon Paese: 632 pagine, oltre 700 insegne segnalate (fra ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie e wine bar) e qualche appunto a tutto street food, ovvero il cibo di strada, da assaggiare passeggiando. Per un tipico spizzicare qua e là: dalla piadina romagnola alla porchetta capitolina, dal lampredotto fiorentino al pizzo salentino (pasta di pane arricchita con pomodori, cipolle, olive nere e olio extravergine), dai panzerotti napoletani agli sfincioni siciliani (sorta di pizza alta e morbida, condita in vari modi). Con l'indicazione precisa dei chioschi, delle friggitorie e delle panetterie dove scovarli e consumarli.

Ma attenzione. Sfogliando, bisogna fare caso ai simboli che suggellano le schede. Della serie, quello della "Locanda", indica che in un posto si può pernottare (evitando il controllo etilico); "Vai sul sicuro", significa che si può star certi del buon rapporto qualità-prezzo; "Carramba, che sorpresa!" è un inno alla piacevole scoperta mangereccia; e "A me mi piace" si riferisce alla particolare sintonia fra commensale e locale. Senza dimenticare "Gli Intoccaili", ovvero il gotha della gastronomia; "Gli extralarge", ossia tanti coperti e altrettanta eccellenza; e "Dietro al banco", ovvero botteghe con cucina, dove il cibo si può comprare e assaporare.

Infine i premiati dalla guida: il ristorante Miramonti l'altro di Concesio (Brescia) per la continuità della qualità; il Luce di Varese per il team più giovane e illuminato; la provincia di Cremona per la fitta trama di trattorie di alto profilo; Marianna Vitale, del Sud Ristorante di Quarto (Napoli), quale cuoca emergente, solare e appassionata; e Franco Aliberti, del ristorante Vite di Coriano (Rimini), quale miglior pasticcere. Mentre Alla Chiesa - Dagli Artisti di Monfumo (Treviso) e alla Taverna Kerkira di Bagnara Calabra (Reggio Calabria) va il titolo di migliori trattorie. Non da ultimo, un premio alla memoria per Lidia Alciati, la signora degli agnolotti.