Fonda Maya

Cucina messicana, ma interpretata in maniera leggera e delicata

Che sia un locale etnico non vi sono dubbi. La grande parete a sinistra dell'entrata esibisce uno splendido disegno che lascia presagire atmosfere in pieno stile Maya e Azteco. Ma non di quelle che eccedono nella ridondanza dei dettagli fino ad apparire sovraccariche di elementi. Al Fonda Maya tutto è giocato nel giusto equilibrio e nell'ordine della fine eleganza.

ARREDI - Lo si nota dai complementi di arredo: tavoli, sedie, sgabelli e il massiccio bancone del bar sono stati realizzati da un artigiano appositamente per la location. Se poi si volge lo sguardo un po' intorno si possono notare le originalissime lampade in legno marino, vetro riciclato e cartapesta, la grande radice di baobab (che fa anch'essa da lampada) e quei soffitti che vedono alternare la paglia al legno con tanto di intermezzo di mattoni a vista a formare un grande arco.

CIBO MEX – Ma è soprattutto assaggiando la cucina orchestrata dal bravo chef Pasquale Guagliardi (vista la sua doppia origine lui si definisce ironicamente messicalabro) che si comprende fino in fondo l'anima latina del luogo. In tavola arrivano piatti messicani che ricalcano perfettamente le originali ricette senza però troppo calcare la mano sul piccante. "Io non esagero mai nelle spezie", ama sottolineare Pasquale, "al limite, è il cliente a chiedermi di incrementare la dose di peperoncino, e io agisco". Sta di fatto che le leccornie di carne e pesce sono delicate e servite di tutto punto, con corredo di patate, pannocchie, formaggio, fagioli, riso e salsine rigorosamente fatte in casa. Naturalmente abbinati in modo diverso a seconda della portata. Ecco allora per iniziare le buone quesadillas (tortillas di farina di grano farcite con formaggio e guarnite con guacamole e pico de gallo (tipica salsa a base di pomodori), nachos e nachos sonora (triangoli di tortillas di grano fritti e coperti con crema di fagioli, formaggio e guacamole) e la degustacion de Antojitos (misto di antipasti composto da quesadilla, taquito, guacamole, pico de gallo, sour cream, chili di carne e pannocchia). Poi si può proseguire con una zuppa azteca oppure con pietanze più corpose: ensalada "Cantina Rita" (insalata mista arricchita con pollo alla griglia, avocado, gamberetti, pane tostato e pomodori e condita con vinaigrette), i classici tacos ed enchiladas, burrito (tortilla farcita con manzo, pollo o verdure e accompagnata a salse e insalata mista), chimichanga (specialità di pesce, carne o verdure racchiusa in una tortilla di grano e coperta con una salsa ai formaggi fusi e servita con insalata mista, riso e salse), chili con carne, camarones "mexicana", quesada zacateca, fajitas, pollo borracho (coscette di pollo disossate, marinate in tequila e lime, coperte con salsa borracho, grigliate e servite con insalata, riso, fagioli e le tre salse base), pulpo Baja California e, per chiosare, una dolce capirotada (torta casereccia messicana con mandorle, noci, uvetta sultanina, latte caramellato e scaglie di cocco) o una piña fresca (ananas con tequila, limone e scaglie di cocco).

DA BERE - Chiaramente non mancano Margarita, Daiquiri e Caipirinha, ma nemmeno sangria, birre messicane e vini autoctoni del bel Paese del Centro America. Se invece, qualcuno preferisse nettari italiani, il problema non si porrebbe, vista la scelta di etichette: Chianti, Barbera d'Asti, Bonarda e un imbattibile trio di Donna Fugata come Damaskino, Anthilia e Sedara, un nero d'Avola dal colore rubino e dall'aroma intenso.