Epicurea Food Festival

Al Bulgari Hotel si rinnova ogni mese l'appuntamento con l'alta cucina internazionale

È un viaggio che virtualmente porta a sedersi alle tavole dei migliori chef del mondo quello dell’Epicurea Food Festival, la prestigiosa rassegna gastronomica in programma fino a luglio all'Hotel Bulgari, che ospita ogni mese chef di fama internazionale.

Protagonista dell’appuntamento di febbraio è lo chef Yoshihiro Narisawa di Tokyo, capace di fondere magistralmente le classiche tecniche francesi usando i migliori ingredienti giapponesi, integrandoli per Epicurea con materie prime stagionali del Belpaese.

Attraverso le sue creazioni e grazie ad una sensibilità straordinaria, lo chef esplora e racconta sapori, profumi, colori e texture di terre e paesaggi, accompagnando passo passo i fortunati palati in un’esperienza di gusto inedita e sorprendente.

Insieme, per Epicurea, Roberto Di Pinto e Yoshihiro Narisawa

Insieme, per Epicurea, Roberto Di Pinto e Yoshihiro Narisawa

DAL VESUVIO AL GIAPPONE
“La mia terra vista dal Giappone” è l'omaggio dell'Executive del Bulgari, Roberto Di Pinto, allo chef nipponico: un piatto che interpreta abilmente la tradizione culinaria giapponese, ispirato però all'immagine che Napoli, sua città d’origine, porta di sé nel mondo.

Ecco allora arrivare in tavola, il sole, il mare, il Vesuvio, fotografia della città partenopea, riletti però in chiave orientale. In sostanza? La marmellata di pomodori del Piennolo al peperoncino che, combinate con le olive di Gaeta ricreano l'idea delle rocce vulcaniche e della lava.

E poi il mare, ricreato con una schiuma leggera e lo Scorfano, marinato però con yuzu e sakè, secondo una tecnica giapponese.

“La mia terra vista dal Giappone” by Roberto Di Pinto

“La mia terra vista dal Giappone” by Roberto Di Pinto

ESSENZA DI VITA
Muffa Koji, batteri lattici, funghi, verdure fermentate. Sono le quattro forme di microrganismi utilizzati per “Frammento di vita”, il piatto che dà inizio alla cena.

Celebra il connubio tra Italia e Giappone “Essenza sontuosa”, a base di serpente di mare (quello di Irabu, in passato considerato una divinità sull’isola di Irabu) e di prosciutto crudo, quello di Parma, declinati in zuppa, insaporita con verdure di stagione: due tipi di patate, cavolfiori, broccoli, zucca.

Il tocco di classe? Ciotole e cucchiai in legno usati per servire il piatto sono stati disegnati dallo chef in persona.

IL RICORDO, LA NATURA, IL RICICLO
Ogni piatto porta con sé un messaggio, una riflessione, sulla storia, sulle meraviglie della natura, sulla fragilità dell’ambiente, sulla vita.

È il caso di “Rosa x Rosso2”, a base di radicchio, gambero e Shiso: per realizzarlo Narisawa sceglie la rosa di Gorizia (un tipo di radicchio presente in queste zone) in ricordo delle vittime della Grande Guerra.

Fa fare una passeggiata nel bosco “Abilità di profumi”, preparato con rametti di Lindera, animelle e germogli di Sansho (albero di pepe). “3R” Riuso (con cardo gobbo e maialino da latte) è il piatto-monito che invita a ridurre lo spreco, riciclare tutto ciò che è possibile.

"Abilità di profumi", con rametti di Lindera, animelle e germogli di Sansho

DOLCE E AMARO, LA VITA E LA MORTE
Proprio come è la vita, dolce e amara al tempo stesso, così la portata “Dolce e amaro” colpisce per il contrasto di sapori che a sorpresa si scopre degustando il Sanpietro marinato al miso bianco, con fiori di farfallaccio e cima di rapa.

È un ringraziamento all’esistenza, che ci è stata donata, “La vita e la morte”, Anatra & sangue, un piatto studiato per sensibilizzare i commensali. Dulcis in fundo, il favoloso “Aspergillus Oryzae”, a base di camelia Japonica & muffa Kouji, preparato senza uso di zucchero e “Giardino Zen”, con tè maccha e zucchero giapponese wasanbon.

Per l’aperitivo e in abbinamento ai piatti serviti a cena, sono stati scelti i vini FIOL, partner delle serate, che con Bulgari condivide il desiderio di promuovere l’amore per l’alta cucina.

Il prossimo appuntamento di questo indimenticabile viaggio sarà, il 16 e 17 marzo, con la cucina fresca e intuitiva di Iñaki Aizpitarte, acclamato capofila dei bistronomi, nonché chef de Le Châteaubriand di Parigi, al 27esimo posto nella classifica dei Word 50 Best Restaurants stilata da S. Pellegrino. Per una cena che non mancherà di sorprendere.