Eat's good

Bistrò, cafè e market de luxe: il nuovo paradiso del food conta tre gironi golosi. In Galleria del Corso a Milano

Ha una triplice anima. Si divide su tre livelli. E onora le voci dei verbi assaporare, sorseggiare e acquistare. È il nuovo Eat's Store, tempio del gusto in Galleria del Corso, all'ombra della Madonnina (ma vanta un cugino trevigiano, in quel di Conegliano). Uno spazio elevato al cubo, ospitato all'interno del complesso Excelsior Milano, tra le grandi firme della moda. Un mondo fatto a scale (mobili), dove si scende e si sale e dove la spesa si fa esperienza, la cena sublima in conoscenza e l'aperitivo diviene un appetitoso sostantivo.

IL BISTRÒ - Grigio, a esprimere eleganza. Acciaio lucido, a rimarcare l'alta tecnologia. E rovere, a rammentare un mood naturale. Il layout del Bistrò (al primo sottopiano dell'edificio) è siglato dallo Studio Versuro ed è capace di mixare futuro e memoria, in un ambiente dove la convivialità sposa la polisensorialità. Ecco allora che il sopra confluisce nel sotto (dove prende vita il market de luxe), il vuoto dialoga col pieno e le galleggianti trasparenze delle bolle di vetro giocano con i solidi elementi materici. E mentre si pranza o si cena? Si ammira l'enoteca, preziosa di circa 1.300 etichette italiane e straniere (di cui 48, a rotazione, servite anche al calice); o si osserva lo show cooking dello chef Matteo Gelmini. Pronto a trasformare i prodotti (in vendita nello store) in ricette dall'anima aromatica, figlie di moderne tecniche di cottura che valorizzano al meglio gli ingredienti. Del resto, Matteo è un giovane bresciano di talento, cresciuto alle corti di Gualtiero Marchesi (sia al ristorante franciacortino di Erbusco che a Les Princes di Cannes), di Alain Ducasse (alla Trattoria Toscana de L'Andana, in Maremma) e di Matteo Torretta (al milanese Food Art). Qualche sua creazione? Gli spaghetti Cavalier Cocco con aglio, olio extravergine, peperoncino di Siloe (comunità monastica del Grossetano), briciole di pane e uova di salmone alla soia; nonché piccoli snack come lo spiedino di gamberi, crema di avocado e lime, alter ego meneghino di un veneto cicheto. Da consumare al Wine Bar.

IL FOOD STORE - Boutique d'élite, il Food Store (al secondo piano underground) si presenta come una maxi dispensa delle eccellenze alimentari artigiane. Una lussuosa drogheria-bottega (aperta in settimana dalle 9 alle 22, e la domenica dalle 10 alle 21), dove comprare significa scavare fra i giacimenti golosi del Bel Paese, e non solo. "Abbiamo voluto creare uno store unico, all'avanguardia, in grado di offrire un approccio innovativo alla spesa e capace di avvicinare i consumatori ai prodotti e ai produttori", spiega Sergio Menegazzo, deus ex machina degli Eat's Store. Risultato? Un dedalo di scaffali e di banchi tematici dalle forme lineari e minimali. Della serie: la formaggeria, dove percorrere una via lattea europea; la salumeria, dove spicca il prosciutto di mangalica (il lanuto maiale-pecora magiaro); la macelleria, le cui pregiate carni bovine vengono da una stalla di proprietà, nella trevigiana Contea di Montebelluna; e la pescheria, che getta l'amo nello storico mercato ittico veneziano di Rialto. E ancora, la panetteria, che offre le delizie dei migliori prestiné della città; il reparto di ortofrutta, sempre attento a qualità e a stagionalità; nonché la gastronomia, per pietanze pret à manger. Senza dimenticare gli eventi gourmet, di scena al giovedì e pensati ad hoc per portare alla ribalta gli artisti del vino e del cibo.

L'EXCELSIOR CAFÈ - Al pianterreno, a far da consecutio temporum fra mattina e sera, dentro e fuori, su e giù, ecco invece l'Excelsior Cafè, design bar dalle pareti rouge e dal bancone a specchio, i cui allestimenti portano la "griffe" del celebre architetto francese Jean Nouvel. Un luogo eclettico, che si affaccia con un ampio dehors sulle due gallerie (del Corso e Passarella) e che si offre all'ospite all day long (dalle 8 all'una di notte), spaziando dalla prima colazione al tè del pomeriggio, dal classico aperitivo allo spuntino del dopoteatro. Da non perdere? Le macedonie, i frullati e i centrifugati di frutta; i caffè della veronese Torrefazione Giamaica di Gianni Frasi; e i cocktail firmati dal capo barman Guglielmo Miriello che, alla recente competizione internazionale Diageo World Reserve Class, ha tenuto alto il nome italiano a Nuova Delhi. E in abbinamento ai drink? Chicche servite al tavolo: dal mini hamburger di parmigiano e carne salada all'astice con insalata di mela verde, ketchup di rosa canina e cubo di patata fondente al rosmarino. Per un finger food pink e green.