Dongiò

A due passi da Porta Romana vi aspetta un "Cavaliere di Sua Maestà il Peperoncino" con specialità della cucina calabrese

DONGIÒ – Per sfida e per passione, tanti anni fa or sono, il signor Pietro Criscuolo, decise di metter mano ai fornelli. E fu un successo. Forte ed orgoglioso delle sue tradizioni decretò di aprire "Dongiò", dove dall'antipasto ai secondi, sono offerti selezionati prodotti  calabresi "e vi dirò di più – ci racconta Criscuolo – qui si serve più 'nduja di quanto se ne consumi in tutta la Calabria!". Già, l''nduja, saporita e corposa crema a base di salsiccia e peperoncino, usata praticamente a tutto pasto. Ovviamente qui la piccante spezia è più che riverita ed il padrone di casa vanta anche il titolo di Cavaliere di Sua Maestà il Peperoncino, rilasciata dalla celebre Accademia Italiana. L'ambiente è rustico, caldo ed accogliente. Si potrebbe accostare la sensazione che si prova varcando la soglia di questo ristorante a quella che si sente entrando nelle cucine di casa propria nei giorni di festa, quando nell'aria si respira un piacevole profumo di bontà genuina.

'NDUJA E PASTE FRESCHE"Alla faccia del caciocavallo" – direbbe Totò - ecco arrivarne come antipasto un'ottima scelta con capicollo insieme alle olive, piccanti s'intende,  pestate ed aromatizzate all'aglio, per poi passare alla variante fusa che fa da rivestimento ad un medaglione di 'nduja, fino alla salsiccia cotta nel sugo e ancora voilà giusto per "spizzicare" le patate 'mpacchiuse (appiccicate). Nei primi piatti la Calabria incontra la tradizione dell'Emilia Romagna, poiché tali sono le origini della consorte che ha trasmesso alla figlia Monica il nobile rito della tiratura della sfoglia: qui si mangia solo ed esclusivamente pasta fresca fatta in casa - maccheroni, spaghettoni, fusilli, tagliatelle, linguine - piacevolmente porosa che ben si sposa ai condimenti, ora a base di 'nduja, con salsiccia, o pomodoro e provolone. Protagonisti della carte dei dessert sono le crostate fatte in casa e l'ormai noto accostamento peperoncino e cioccolato. Da non perdere i brusetti freddi (dolcetti di cioccolato fondente con pistacchi, serviti con crema) e i tartufetti, piccoli come una ciliegia, ma carichi di ipnotico sapore. La carta dei vini, in linea col menu, propone solo ed esclusivamente vini rossi, con ben 180 varietà di vini italiani.