Doimoi

Il piacere del lounge bar. I sapori di una cucina tex-mex

Con il termine "doimoi" il Vietnam del dopoguerra volle comunicare una visione positiva del futuro, incentrata su cambiamento e rinnovamento. Con il Doimoi, Stefano Lascatti (affiancato dal socio Giuseppe Tulumello) ha concretizzato un’idea ben precisa di intrattenimento e divertimento. Quella capace di integrare il relax serale con il piacere della buona cucina.

RELAX D'ATMOSFERA - Aperto nel 2001, a pochi passi dal Castello Mediceo di Melegnano, il Doimoi si distingue per il suo carattere lounge: atmosfere soffuse, musica raffinata di sottofondo e arredi vecchia America, rigorosamente anni Quaranta-Cinquanta. Intanto, giochi di geometrie si rincorrono lungo le pareti (le stesse del logo del locale) e divanetti in pelle, poltroncine, lampade, tappeti, tavoli e tavolini in legno vanno a creare un ambiente molto soft, in cui le calde tonalità del bordeaux, del verde, del giallo e del marrone si alternano in armonici abbinamenti. E sebbene lo spazio sia alquanto esteso (300 metri quadrati), la sensazione che prevale è quella di intimo e raccolto. Merito di una suddivisione intelligente degli interni: tanti piccoli salottini dove rilassarsi e chiacchierare in tutta tranquillità. Magari sorseggiando uno dei cocktail proposti dai bartender Giuseppe Tulumello e Rosanna Simeone, fra cui spiccano gli eleganti Martini e Fruit Martinis. Ideali per da soli o in accompagnamento al buffet imbandito per l’happy hour (che la domenica si fa ancora più ricco): tartine, salumi, stuzzichini vari e nachos con salsina piccante.

CUCINA TEX-MEX - E' lei il vero punto di forza, vista la presenza di un chef come Javier originario di Città del Messico. Al ristorante è riservata una piccola zona soppalcata: pochi tavoli, servizio puntuale (ma se si arriva un po’ tardi e si ha fame è possibile ordinare un piatto anche al piano inferiore) e ricettine a volte delicate altre volte più decise ma sempre ben calibrate nell’accostamento dei sapori. Profumi messicani che incontrano i texani con qualche incursione (soprattutto per i piatti di pesce) nel Sudamerica.
Ecco allora gli antipasti: buffalo wings (alette di pollo marinate in spezie, fritte e servite con salsa barbecue), poppers (peperoncini impanati e ripieni di formaggio Cheddar), cheese fries (bastoncini di formaggio impanati e fritti con salsa tomatilla), quesadillas (tortillas ripiene di formaggio e poi grigliate), tempura di camarones (gamberi black tiger avvolti in pasta fillo e serviti con salsa agrodolce) e albondiga en chipotle (polpettine di manzo al sugo di peperoncino affumicato). I secondi di carne: burritos (tortillas di farina arrotolate, farcite con pollo, manzo e verdure e servite con insalata, fagioli, guacamole, sour cream e pico de gallo), fajitas (carne di pollo e manzo marinata, servita su una griglia calda e accompagnata a tortillas, fagioli, guacamole, sour cream a pomodori), enchilada de pollo (involtini di tortillas ripieni di pollo e formaggio, nappati con salsa enchilada e passati in forno), filetto alla tampiqeña (filetto di manzo alla griglia con insalata, patata al cartoccio, fagioli e guacamole), filetto alla Beamish (filetto di manzo servito con la celebre salsa alla birra irlandese e patatine fritte), sirloin dello chef (300 grammi di roast-beef marinato e servito con salsa pico de gallo), brochetas de avestruz (spiedini di struzzo serviti su un letto di riso con insalata, fagioli e patatine fritte) e spare ribs (puntine di maiale con salsa barbecue servite con riso, patate al cartoccio e fagioli). I secondi di pesce: camarones criollos (gamberoni saltati in salsa criolla e serviti con riso pilaf), arroz costeño (riso alo zafferano con gamberi, polipo e vongole) e ceviche di pulpo (polipo marinato al limone e salsa pico de gallo servito con tostaditos di grano e guacamole). E per chiosare, i dolci: cheese cake con salsa di fragola, torta di cocco e ananas (servita tiepida accanto a una salsa di panna fresca, caffè, cannella e rum), mousse al cioccolato e caffè e piña fresca, con miele e crema di cocco.

SORSI RICERCATI - Un vero trionfo dei gusti di Oltreoceano, forse lontani da quelli nostrani ma proprio per questo curiosi e intriganti. Se poi li si vuole corredare con un buon vino basta ordinare: la carta spazia dai nettari italiani a quelli cileni (Merlot, Cabernet, Chardonnay e Sauvignon Blanc).
Per finire la serata, invece, è quasi d’obbligo un buon rum, contando sulla vasta proposta del Doimoi: etichette provenienti da Cuba, Jamaica, Haiti, Guadalupa, Colombia, Santo Domingo, Venezuela, Martinica, Guyana, Barbados, Messico e Puerto Rico. Ottimi degustati con spicchi di arancia velati di zucchero di canna o pezzetti di pera intinti nel cioccolato fondente.