Dixieland Café

La metropoli meneghina ha un nuovo saloon tex mex. Inaugurazione mercoledi 13 dicembre

COUNTRY STYLE - Le suggestioni texane conquistano Milano. E lo fanno grazie a un locale di novella apertura e futura avventura. Quella che sperimenteranno tutti gli ospiti del Dixieland Café, un piccolo universo in perfetto stile vecchio west. Anzi, meglio dire grande, visto che di ben quattro sale si compone: due dedicate alla ristorazione e due all'aperitivo e all'American Bar. Il titolare Omar Leone ha organizzato gli spazi in modo razionale e geniale. Il risultato? Ambienti ariosi in cui il legno è il vero protagonista, con corredo di stampe e oggettistica d'Oltreoceano.

CENA TEX-MEX IN LEGGEREZZA - Posateria raffinata, piatti dal taglio squadrato e presentazione impeccabile: al Dixieland sono i dettagli a fare la differenza. E' la tradizione che sposa l'innovazione. E' la creatività che fa rima con la tipicità. E questo anche grazie a uno chef italiano di grande esperienza come Adriano Nicolao, la cui peculiarità sta nell'alleggerire e nell'edulcorare ricette che, altrimenti, risulterebbero troppo piccanti e speziate. Poco adatte a un pubblico non abituato ai sapori forti del Centro America. Ecco allora una cucina appetitosa e invitante, colorata ed equilibrata, sia negli ingredienti che negli accostamenti. Se infatti il punto di partenza sono le specialità texane, messicane e creole (soprattutto della Louisiana), in cui compaiono carne (manzo, pollo e maiale), granoturco, pomodori, peperoni, fagioli, riso, avocado e tortilla (celeberrima spianata sottile e tondeggiante fatta di acqua e farina di grano), il punto di arrivo sono prelibatezze delicate che non disdegnano qualche tocco fusion, italiano o orientaleggiante che sia. Ne sono esempio gli involtini di pasta fillo ripieni di texas chili (rivisitazione dei classici involtini primavera cinesi) e il tortino di orzo perlato aromatizzato allo zafferano e incoronato da un giro di gamberi (che molto si avvicina ai sapori nostrani). Per il resto, il menu è un trionfo di portate, alcune siglate dal simbolino che ne indica la natura piccante o vegetariana. Per poter scegliere con maggior consapevolezza. 

NEL PIATTO - Qualche assaggio? Fried cheese (bastoncini di formaggio passati in pastella e fritti), coctele de camarones (gamberi in salsa guacamole serviti su un letto di lattuga), hot poppers (peperoncini rossi ripieni di crema al formaggio, passati in pastella e fritti), tex-mex nachos (chips di mais ricoperte di formaggio fuso e guarnite con jalapeños e filetti di peperoncini dolci), chili shrimps (gamberi marinati in salsa chili, saltati in padella e serviti con salsa di avocado); per poi passare alla vegetarian soup (zuppa di verdure di stagione con orzo perlato), southern bean soup (con fagioli rossi, bacon e chips di mais), chicken soup (con verdure, orzo perlato, filetti di pollo e spezie messicane) e avocado soup (con avocado, polpa di granchio e accompagnamento di chips di mais); per continuare con la vegetarian jambalaja (riso, pomodoro e verdure miste aromatizzate con salsa Worcester e spezie messicane), breast of duck (petto d'anatra alla griglia, marinato con senape in grani, servito con dressing di frutti di bosco e accompagnato a patate aromatizzate al bacon), combo fajitas (striscioline di pollo e manzo, marinate in spezie messicane, grigliate insieme a cipolle e peperoni, e abbinate a guacamole, pico de gallo, formaggio, sour cream, crema di fagioli e tortillas), texas chili (cubetti di manzo e maiale cucinati con fagioli, peperoncino e spezie e serviti con tortillas), buffalo wings (ali di pollo fritte, impreziosite da una salsina piccante e accompagnate a formaggio e a un contorno a scelta) e lamb riblets (costolette di agnello alla griglia servite con patate al forno aromatizzate al bacon). Senza dimenticare la T-bone steak, la grilled steak e il Dixie tenderloin, che, tradotti in italian language, sono fiorentina, costata e filetto, preparati con la Scottona piemontese. E senza scordare i dolci, americani nell'idea e italiani nell'essenza: brownies (cubetti al cioccolato con panna montata), apple pie (torta di mele con cannella e crema pasticcera), chocolate pears (torta di pere e cioccolato) e il soffice budino al cocco con salsa al caramello. Per finire con un buon caffè americano o un Dixieland coffee (caffè, crema al whisky, bourbon e cacao).

NEL BICCHIERE - Ampia la scelta al sorso. In accompagnamento alla cena si possono ordinare buoni vini (in lista ce ne sono piemontesi, friulani, toscani, spagnoli, cileni, californiani, argentini e sudafricani) oppure freschi cocktail. La Margarita alla fragola è davvero ottima ma altrettanto lo sono i compagni mixati, ben suddivisi a seconda dell'ingrediente principale: tequila, vodka, whisky, rum e gin. Per non parlare dei pestati fra cui anche Caipiraia (tequila, lime e zucchero di canna), Caipirezca (Mezcal, lime e zucchero di canna), Caipiorange (rum chiaro, lime, zucchero di canna e arancia fresca) e Cachaça Julep (cachaça, foglie di menta, frutti tropicali e zucchero bianco). In alternativa, spumeggianti birre (anche alla spina) e la Dixieland sangria, aromatizzata alla cannella.

DOPOCENA - Il Dixieland è perfetto anche dopocena: per stare in compagnia, ascoltare un po' di musica e bersi un buon rum o una tequila bum bum. Oppure semplicemente per godersi una bibita o un cocktail (i prezzi vanno dai 5 agli 8 euro). In programma serate country e Coyote Ugly, con belle ragazze a scatenarsi sul bancone.

HAPPY HOUR - Due le sale dedicate al rito dell'aperitivo, che si snoda fra gli innumerevoli drink (dai 5 ai 7 euro) e un ricco buffet con specialità sia italiane che tex-mex, tutte rigorosamente calde e preparate espresse.