Di natura virtù

Al Roof Garden di Melzo per scoprire un ristorante dall'anima trasparente e dal cuore genuino

In quel di Melzo c'è un parco. E dentro al parco c'è un ristorante che tanto somiglia a un giardino pensile, sospeso com'è tra terra e cielo. Uno spazio, il Roof Garden, dall'eleganza diafana. Rilassante nella sua anima leggera. Un luogo che gioca col dentro e col fuori. E mette in gioco tutti gli elementi della natura. Sia nel design che nel food.

ARIA, ACQUA, TERRA E FUOCO - L'aria è all'esterno, vibrante fra le piante. Ma si respira pure tra le sale, luminose e briose di semplicità. La terra, invece, si fa sostanza nel legno, che arreda con garbo gli ambienti; nel verde-grigio del pavimento in resina; e nelle pietre che fanno da ecologica recinzione alla location. Il fuoco, intanto, arde in cucina, dando voce ai fornelli. E l'acqua? L'acqua, sembra incarnarsi nella trasparenza delle grandi vetrate, dei calici, dei bicchieri e dei sinuosi sottopiatti. Senza dimenticare che, al piano interrato, c'è una spa, che compendia i quattro elementi in rituali e trattamenti benessere.

ESSENZA E SOSTANZA - Pulita e sincera, la cucina del giovanissimo chef Matteo Pulici, omaggia anch'essa le naturali forze, zigzagando fra le regioni italiane, in un alternarsi di terra, di mare e di aria (vista anche la presenza del piccione!), e omaggiando i prodotti della tradizione, rivisitati con creatività, studio di consistenze e di cromie. Ecco allora il petto di piccione su tortino di cavolo verza e lenticchie di Castelluccio; i gamberoni con pancetta di Cinta senese e crema di mais; la galantina ai pistacchi di Bronte con radicchio trevigiano e olive taggiasche; la zuppa di verdure con crostone di pane tostato e pecorino di Pienza; i trancetti di rana pescatrice al cognac con polenta e salsa alle cicale di mare; e le pennette di kamut con ratatouille di verdure e crema di caprino. E il fuoco? C'è, eccome. E prende vita direttamente in sala, sotto gli occhi degli ospiti che scelgono la tagliata (o il filetto) di Fassone piementese alla pietra ollare flambata al Cardinal Mendoza, oppure le pesche flambé con gelato alla crema a profumo di vaniglia. Per una dolcissima tenzone fra freddo e caldo.

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati