Dalla vigna alla tavola

I vini Triple "A" vogliono dire qualità, artigianalità e genuinità

Vini da bere con il cuore, buoni e genuini. È questa la promessa delle Triple "A", marchio che nasce dal desiderio di restituire la viticoltura agli agricoltori, ovvero a coloro che lavorano la terra rispettando i ritmi della natura e il corso delle cose.

LA TRIPLICE ALLEANZA - "A" come Agricoltori nel senso più mero del termine. Un secco no, quindi, all'utilizzo di  tecniche agronomiche ed enologiche che umiliano l'impronta del vitigno, e un netto sì alla valorizzazione del terroir e al tocco magico del produttore. "A" come Artigiani: vietata la standardizzazione nei vini e promossa la sapienza artigianale che interviene in modo soft, senza alterare il contenuto e senza modifiche alla struttura originaria dell'uva. "A" come Artisti, dove solo la  sensibilità artistica del vignaiuolo può dar vita a un prodotto unico. Ecco allora che i vini griffati Triple "A" sono vini puri, che nascono dalla magia e dal mistero dei lieviti naturali. Figli di vigne coltivate senza l'utilizzo di sostanze chimiche di sintesi, rispettando la vite e i suoi cicli naturali. E figli di uve raccolte a maturazione fisiologica.

QUESTA SETTIMANA - I vini Triple "A" sposano due proposte biologiche all'Acanto, ristorante dell'hotel Principe di Savoia, il 13 e 14 novembre. Vini bianchi leggeri quali il Monferrato Bianco Montemarino 2006 dell'Azienda Agricola Cascina degli Ulivi, l'Anjou Blanc 2006 di Domaine Mosse e il Riesling Grand Cru Kaefferkopf 1995 Domaine Binner incontrano un menu di pesce che contempla tortino di alici, zucchine e mozzarella di bufala; zuppetta di cereali con polpo scottato e pomodori essiccati; e paccheri farciti con pezzogna, spinaci e olive taggiasche. Vini più strutturati, come Pommard 2006 Philippe Pacalet, Barolo 2003 dell'Azienda Agricola Viglione Carlo e Vin Santo 1996 della fattoria di Bacchereto "Terre a Mano", per il menu di carne, che serve petto di piccione della tenuta Il Feudo con tartufo nero e pastinaca; medaglione di manzo con melanzane affumicate e rösti di patate americane; e dolce d'autunno alle castagne.

E SEMPRE
- Onora ampiamente i nettari Triple "A" anche la carta del ristorante Columbus di Peschiera Borromeo, salottiera oasi dove assaporare tenera carne alla brace, pietanzine tex-mex e qualche ricettina italiana. Sorseggiando uno Chardonnay o una Ribolla Gialla della slovena maison Movia, una Barbera d'Asti di Ronco Malo, un Barolo di Viglione, un Montepulciano d'Abruzzo di Emidio Pepe e un Nero d'Avola di Occhipinti. Triple "A" che tornano pure all'Osteria dei Vinattieri di San Donato, pronte ad abbracciare taglieri di salumi e formaggi, costoletta alla milanese e ossobuco con risotto.