Cotto e dorato

Al ristorante La Foglia d'Oro di Legnano per assaporare una cucina vestita di charme

"Non è tutto oro quel che luccica", recita un vecchio adagio. Ma è proprio oro quel che balugina sopra il buon risotto preparato con foie gras e champagne e servito nel nuovissimo ristorante sito nel centro della cittadina di Legnano, ospitato all'interno dell'ex Villa Jucker, con tanto di parco secolare intorno. Un tempio gourmet raffinato e fascinoso che, non a caso, si chiama proprio La Foglia d'Oro, con chiara allusione a quella sottile lamina (edibile) che ingentilisce il riso (voluto omaggio alla celeberrima preparazione marchesiana). Ma non solo. Dorata è pure la grande parete di fondo della sala e preziosi sono gli arredi, in cui è il legno a dialogare con il vetro e la trasparenza a giocare con tutte le calde tonalità del marrone, spaziando dal tabacco al tortora per attenuarsi nell'eleganza del panna.

NARRA LA LEGGENDA - E se il nobile metallo tanto amato dal re Mida è il leit motiv del locale, c'è anche un'altra storia ad accrescerne lo charme. Si tratta di una leggenda nordica che racconta di una coppia di sposi giunta alla vecchiaia dopo una vita d'amore. Commosse, le divinità dei boschi promisero di esaudire qualsiasi desiderio i due avessero espresso. Ma gli innamorati chiesero soltanto di poter morire insieme. E allora vennero trasformati in un tiglio e una quercia. Bene, ancor oggi in Scandinavia, le coroncine intrecciate con le loro foglie sono un simbolo di felice unione. Come felice è il legame professionale tra Claudio Tallarini e Adriana Bondi, titolari della società La Villa Banqueting che cura la gestione de La Foglia d'Oro e delle attività ad essa annesse e connesse. Due personaggi non certo digiuni di ristorazione, visto che lui ha lavorato come executive chef e chef de cuisine in molti ristoranti italiani e stranieri, ottenendo nel 1992 una stella Michelin al Tadraine Solaire di Courmayeur, e lei è stata general manager del Billionaire di Flavio Briatore.

PARLA IL PIATTO - Musica di sottofondo, tavoli ben distanziati gli uni dagli altri e camerieri dal passo felpato. In sala si respirano atmosfere pacate e rilassanti. Ideali per una cenetta di classe, in coppia o fra amici. Poi, sta allo chef Stefano De Grandis il compito di conquistare il palato dei commensali. E ci riesce con ricette di carne e pesce che ben sanno valorizzare le materie prime, sempre ricercate e di qualità, senza per questo rinunciare al quel tocco estroso e creativo che non rasenta mai l'estremismo. Ecco allora la tartare di tonno rosso del Mediterraneo con insalatina di agrumi e bottarga; il fritto di gamberi in pasta kataifi con gazapcho leggero e pane croccante di Altamura; marbré d'oca ai funghi porcini sott'olio con pan brioche e aceto balsamico; e asparagi di Altedo alla parmigiana con uovo di quaglia al profumo di tartufo. Ingrediendi di eccellenza che entrano anche nei primi e nei secondi piatti: lasagnetta multicolore con coniglio alla ligure e porri fritti; bigoli al torchio con ragù di cortile e scaglie di pecorino; tortelli di gamberi al vapore su crema di finocchi alla mentuccia; gnocchi neri in guazzetto di frutti di mare con salsa di fagioli cannellini; trancio di dentice d'amo arrosto con zucchine trifolate e sugo di crostacei; scaloppa di tonno appena scottato su insalata di taccole e pomodori; tagliata di bisonte al pepe verde e chutney di mango; e carrè di maialino da latte marinato al mirto con patate allo zafferano. Senza dimenticare un doveroso tributo meneghino con il minestrone di verdure semifreddo e la classica cotoletta con pomodorini e rucola selvatica. Da abbinare a bianchi e rossi italiani oppure a ottimi champagne.

TINTINNA IL CUCCHIAINO - Chi ama il dolce-salato potrebbe optare per un bel girotondo di formaggi con  mostarde di Cremona, miele e confetture. Ma chi è fedele al dessert non avrebbe che l'imbarazzo dela scelta: carpaccio di ananas speziato con sorbetto al lime; crème brûlé ai fiori di lavanda caramellata allo zucchero d'acero; millefoglie croccante con crema chantilly e salsa ai frutti rossi; aspic ai frutti di bosco al Brachetto d'Acqui e salsa di fragole nonché semifreddo al cioccolato fondente in cialda con crema inglese alla menta. Magari accompagnato da uno Sherry Pedro Ximenez Emilio Hidalgo.

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