Ristorante Bon Wei, Cucina Cinese - Milano

Cina scaldacuore

Piatti e tè fumanti, birre spumeggianti e porcellane avvolgenti. Il Bon Wei sfida il freddo con eleganza

È radiosa e solare la Cina d'inverno. Stretta fra lacche rosse, luci calde, soffici divani e legno di millenaria acacia birmana. Mentre si rimira, affascinante ed elegante, negli specchi dalle geometriche serigrafie. È la Cina contemporanea del Bon Wei: classica ma di tendenza, rispettosa della memoria ma pronta a guardare oltre la tradizione. Tant'è che indossa una collezione di candide e pregiate porcellane, si tuffa in tè fumanti e birre spumeggianti e veste il menu di confortevoli pietanze corroboranti. Per scaldare il cuore dei raffinati buongustai.

ONDE D'ORIENTE
- Fluttuano nel brodo. Insieme ad alghe, erba cipollina, gamberetti e uovo in frittatina. Sono gli eterei ravioli di pasta di riso protagonisti della zuppa di wan ton, sorella rassicurante di altre delizie dalla consistenza più liquida o più densa. Come la rosea zuppa di granseola e quella agropiccante, quella di pinne di pescecane e quella di abalone, carnoso mollusco cotto a fuoco lento e accompagnato da funghi ed erbe aromatiche. Tutte servite in bianche scodelle dalle forme morbide e sinuose, ondivaghe e sensuali. In premium porcelain, della linea New Wave - Natured Inspired by Villeroy & Boch. Che contempla pure tazze e tazzine, salsiere e coppette, nonché piatti rettangolari, quadrati e circolari. Pronti ad accogliere la tenera-croccante pancetta di maiale stufata e abbracciata a bambù, peperoni, cipolle e funghi cinesi; le intriganti capesante al forno; i calamari in salsa di soia nera e l'anatra laccata alla pechinese. Preparata dallo chef Guoqing Zhang, proposta anche in porzione singola (senza prenotazione) e, su richiesta, sfilettata in sala. Arrivano invece su capienti vassoi l'astice saltato con cipolla e il rombo con verdure, presentato intero con la sua pelle delicata e dorata; in pentola di coccio rouge giunge la fonduta di rane (specialità della casa) e sulla pietra lavica approda sfrigolando il filetto di maiale. Da afferrare con le leggere bacchette d'acciaio della collezione Branch by Broggi 1818. Rivisitazione ecosostenibile delle classiche "posate" orientali in legno o bambù.

TÈ & BIRRE
- E nel calice? Finiscono le bionde spumeggianti (ad alta fermentazione e rifermentate in bottiglia) siglate dalla maison artigiana e trevigiana 32 Via dei Birrai: 32, come il numero corrispondente al gruppo di appartenenza della bella luppolata (secondo la classificazione internazionale di Nizza); e Via dei Birrai per indicare l'eterno movimento in divenire. Verso inediti percorsi. Ecco dunque la Tre+Due, fresca, agrumata e speziata; la Curmi, dai sentori floreali e di frutta esotica; l'Audace, doppio malto di nerbo, dal bouquet ampio e complesso e dalle sfumature ammandorlate; e l'Oppale, dalle nuance di caramello e toffee, con qualche nota erbacea. E per un'alternativa rilassante? Si svela perfetto il tè. Anzi, i tè cinesi. Selezionati da Francesca Marina Natali di ArtedelRicevere. Come il Lung Ching, verde, vegetale e zuccherino, complice ideale dei dim sum, fini antipastini ritmati da fiori di involtini, ravioli di verdure e di carne alla griglia e soffici shao mao di gamberi; il Perle de Jade, germogli di tè bianco e fiori di gelsomino lavorati in piccole sfere; e l'Anxi Tie Guan Yin, oolong a bassa fermentazione dai toni di magnolia. Per finire con la scenografica e charmant mini-cerimonia del tè, chiamata gong fu cha. Navigante sul battello-vassoio di legno.
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