
Arancine, panelle e tigelle hanno le loro sorelle indiane. Si chiamano chaat e sono le tipiche delizie da passeggio, servite nelle bancarelle che punteggiano il lungomare di Bombay (oggi Mumbay) e presentate in foglie di neem o di eucalipto. Pronte a far da tovagliolo naturale.
Cibi di strada nell'accezione più vagabonda del termine, che a Milano si possono assaggiare sedendosi comodamente al ristorante: il Tara, non lontano dall'Arco della Pace. Un'idea golosa venuta ad Ash, il simpatico patron, per far conoscere le popolari specialità dell'affascinante Paese asiatico. Ovvero, piatti freddi o tiepidi, leggeri e profumati, cucinati con pochi grassi e tanti aromi, in modo da assicurare il sapore ma anche la buona digestione. Il tutto da completare con selezionate birre belghe di eccellenza.
Ecco allora il samosa chaat (a 7 Euro), in cui il celebre "fagottino" ripieno di verdure viene suggellato da ceci e da due salse che vanno in tandem: quella allo yogurt e quella al tamarindo. Giusto a dare morbidezza alla pietanza. Mentre la nota croccante viene regalata da sottili spaghettini a base di farina di lenticchie. Per chi ama la carne, invece, è perfetto il chicken chaat (a 10 Euro), preparato con pollo bollito, tagliato a cubetti e poi "condito" con gli stessi ingredienti utilizzati per il più vegetariano samosa. Due golosità dalle tonalità agrumate-speziate, dovute alla presenza di sale minerale nero, di cumino tostato e di polvere di mango essiccato. In abbinamento? È indicata la birra Blanche de Namur, dai sentori freschi e citrini, dati dall'uso di coriandolo e curaçao.
Ma non finisce qui. In carta non mancano alcune proposte fatte su misura per chi preferisce i gusti soft o quelli più hot. Chi adora le sfumature soavi può provare l'hariyali chicken, in cui il pollo viene saltato con un po' di latte ed esaltato da zucchine, carote e pannocchiette appena scottate, al fine di mantenerne integra la fragranza. Ideale da sposare al sottile pane integrale paratha e alla toscana birra ambrata al farro del Mugello, corposa e armoniosa, rigorosamente ad alta fermentazione e non filtrata.
Al contrario, gli amanti del piccante possono optare per il chilli chicken, di origine indo-orientale, che elegge sempre il pollo a protagonista: marinato in limone, zenzero e latte, avvolto in una pastella di mais e soia dolce e arricchito da peperoni e peperoncini verdi (facoltativi, se si desidera un risultato delicato). Da corredare con puro riso basmati, cheese naan (soffice pane al formaggio) e sfiziosa insalata di patate e ortaggi, preziosa di uva sultanina, scaglie di anacardi e yogurt alla menta. Mentre nel bicchiere spumeggia la Saint Hubert Blonde d'Abbaye, una doppio malto dalle intense note di pesca e albicocca.
E per chiudere in dolcezza la cena? Ghiotto meethi naan con gocce di cioccolato e Bloemenbier, figlia del malto d'orzo e del granoturco, dal colore dorato, dalla schiuma persistente e dalle floreali nuance.