Caminetti del Sempione

In una delle più belle piazze di Milano, la cordialità incontra sapori autentici

Otto per tre… ventiquattro. Tanti sono gli ospiti che possono prendere posto sotto le allegre cappe dei Caminetti del Sempione, un grazioso ristorante dove l'accoglienza è sincera. Lo si capisce appena varcato l'ingresso e lo si sperimenta ancor più scegliendo di sedersi a una delle tavole dell'amicizia, solitamente prenotabili per un gruppetto di amici ma anche fruibili da chiunque abbia voglia di fare nuove conoscenze. Caminetti sopra la testa, qui si mangia godendo di un'atmosfera informale e rilassata. Un menu speciale suggella un desco cotanto singolare. Accoccolati sul tagliere in legno arrivano polentina con lardo, quiche lorraine, fascine di fagiolini gratinati al bacon con puré, fagottini di bresaola, gâteau di patate e salame di Cremona, per poi lasciare il campo ai maccheroncini con speck e trevisana mantecati nella forma di Grana. Intanto, la griglia posta al centro de la table diviene tentatrice. Ed è grazie a lei che prendono vita pietanze succulente come la vellutata raclette, gli spiedini e la tenera tagliata di manzo. Il bello sta nel fatto che ognuno possa cuocersi la propria vivanda al momento, in un contesto frizzante e divertente. Così come conviviale è la finale fonduta di cioccolato fondente venezuelano con frutta di stagione. Un goloso trionfo per ghiottoni.

Ma se questa è la proposta un po' fai da te, le sorprese non finiscono qui. Anzitutto perché il locale gode di altri spazi, tra cui un soppalco, arredati in vivace stile country con tavolini perfetti anche per un tête-à-tête. E poi perché qui regna sua maestà il bollito misto. Caldo, morbido e ben cotto, è l'apoteosi delle carni lessate: manzo, vitello, testina, lingua, gallina, cappello del prete e cotechino, solennemente accompagnati da un delizioso bagnetto verde (miscellanea di aceto rosso, pane secco, prezzemolo, acciughe, capperi, olio, peperoncini verdi e uova sode), una salsa agrodolce e un'ottima mostarda. Un piatto genuino, preparato rigorosamente di giorno in giorno, visto che il ristorante non dispone di una cella frigorifera.

Comunque, freschi sono tutti gli ingredienti utilizzati dallo chef Alessandro Andreon che, con maestria, serve piatti della tradizione piemontese, ligure e italiana in generale: lardo di Arnad con crostini o polenta, tomini al forno con miele e nocciole tostate, gnocchetti di patate e basilico con fagiolini, pinoli e crema di parmigiano, risotto ai carciofi, ravioli di borragine al burro versato e salvia, passatelli in brodo, risotto alla monzese, tagliolini ai carciofi con profumi liguri, tagliata di manzo al rosmarino e pepe rosa, filetto alla Rossini con foie gras e tartufo nero, cotoletta di vitello alla milanese, filetto di manzo alla Woronoff e Fiorentina, accompagnati da ottimi vini italiani. Per chiudere si può ordinare un bunet o un tourbillon (mix di dolci) oppure cedere a strudel, flan di cioccolato, mousse di nocciole e panna cotta ai frutti di bosco.

"Talvolta amiamo introdurre qualche novità nel nostro menu", confida sorridendo Anna Bozzano, titolare del ristorante, "ma prima sottoponiamo questo o quel prodotto al giudizio insindacabile dei nostri clienti più affezionati, in modo da testarne la qualità". E si sa, il buon palato non mente mai.