Bocconi Rococò

Nove ristoranti della provincia di Belluno omaggiano la cucina di fine Seicento-inizi Settecento

Preziosa e minuziosa, misurata e composta, leggera e briosa, pensata per fini buongustai, la cucina del periodo Rococò prende il posto del luculliano pranzo medievale. Tutto diviene più ordinato, calibrato e armonico. Ed è proprio a questa leggiadra fase della gastronomia che intendono ispirarsi i nove ristoranti delle Dolomiti Bellunesi, riuniti nell'associazione AltoGusto. Come? Con un menu al Rococò dedicato, proposto fino al 12 luglio. Prendendo spunto anche delle incisioni, decorazioni e tarsie lignee di Andrea Brustolon, al quale Belluno dedicherà una mostra a partire dal 27 marzo.

Ma chi sono i magnifici nove? Sono ristoranti accomunati dal massimo rispetto per i sapori del territorio; dalla volontà di valorizzare i prodotti tipici, quali l'agnello dell'Alpago, il pastin, i fagioli di Lamon, il mais sponcio, le patate di Cesiomaggiore, l'orzo decorticato, formaggi e le pendole (strisce di carne aromatizzata, essiccata e affumicata); e da una cucina capace al tempo stesso di essere genuina e originale, tradizionale e innovativa. Con un occhio al passato e uno al futuro. Eccoli allora: Dolada, a Plois in Pieve d'Alpago (tel. 0437 479141); Locanda San Lorenzo a Puos d'Alpago (te. 0437 454048); Tivoli a Cortina d'Ampezzo (tel. 0436 866400); Baita Fraina a Cortina d'Ampezzo (tel. 0436 3634); Baita Mondschein a Sappada (tel. 0435 469559); Da Aurelio a Colle S. Lucia (tel. 0437 720118); Alle Codole di Canale d'Agordo (tel. 0437 590396); Al Capriolo di Vodo di cadore (tel. 0435 489207); e Al Borgo di Belluno (tel. 0437 926755). 

Tra i piatti in menu, la variazione di cervo: tartarina di cervo su composta di frutti di bosco e perle di aceto al lampone; pralina di cioccolato amaro con cuore di pâté di cervo su miele d'acacia e ristretto di grappa; fagottino di carpaccio di cervo ripieno di porcini e patate rosse su crema zabaione al profumo di tartufo; speck di cervo e confettura di verdure.