Amici

Un’oasi serena dove ritrovare il piacere delle cose semplici

Già nel nome una certezza d’accoglienza. Amici è un ristorante dove il calore sposa il sapore. Un posto dove si sta bene e si mangia altrettanto, coccolati da un servizio cordiale e da prelibatezze sane e genuine. Quelle che non seguono mode e tendenze ma hanno come capisaldi il buongusto e la tradizione. Ivano Taccori, perfetto padrone di casa insieme al socio Matteo Marzotto, figlio della nota Marta, ha voluto creare un luogo raffinato e semplice al tempo stesso. D’atmosfera sicuramente, ospitale indubbiamente. Del resto, gli arredi curati personalmente da madame Marzotto assicurano un ambiente rilassante: tonalità calde, boiserie, oggetti marocchini, una grande riproduzione di una tela del periodo Blu di Picasso e tanti quadri alle pareti, tra cui spiccano alcune litografie, una serigrafia e una gouache di Renato Guttuso. Senza dimenticare dettagli d’epoca come la poltroncina inglese di fine Ottocento e la specchiera del Settecento veneziano.

CENA - Camice rosa e grembiule bianco, ai fornelli c’è lei, l’emiliana Maria Nobile, la cuoca per antonomasia, quella che somiglia tanto alle mamme ma sa preparare manicaretti per molti commensali. I suoi piatti sono rassicuranti, autentici e talvolta anche spontanei, visto che sa improvvisare anche all’ultimo minuto soddisfacendo qualche particolare richiesta. In sala, invece, si muove con eleganza Claudio Bernardini, addetto ai vini al servizio degli clienti. In realtà, supervisiona e coordina anche un po’ la cucina, al fine che tutto venga fatto alla perfezione. E senza alcun dubbio le ricette che arrivano a tavola sono preparate a dovere: cotture perfette, equilibrio d’ingredienti e accostamenti indovinati. Il menu riverisce la tradizione italiana, spaziando dalla carne al pesce e omaggiando la pasta fresca: culatello con le pere al vino rosso, crema di ceci con scampi, polipetti in guazzetto con polenta, taglieri di salumi con sottoli fatti in casa, cannelloni al branzino con cime di rapa, tagliatelle al sugo di bistecca (il ragù consiste in pezzetti di roast-beef al pomodoro), pasta e fagioli della Maria, zuppa di lenticchie con gamberi e il risotto al Barolo e radicchio, morbida bontà tutta da provare. E poi ci sono le polente, succulente spose di polipetti, salsicce e porcini, la chateaubriand con verdure alla griglia, la costoletta alla milanese (con l’osso e a orecchia di elefante), la tagliata di manzo con trevigiana, il nodino di vitello brasato con polenta, il branzino al forno con patate e carciofi, la coda di rospo o la pescatrice con funghi e patate, e il gran misto di pesce alla griglia. Per finire? La tiepida torta “Amici” (con mele, pere e amaretti), il cremoso tiramisù in coppa, le crostate, il crème caramel e le scaglie di cioccolato fondente da abbinare a un Barolo chinato.
Ben selezionata la carta dei vini. Bastano l’Amphoraia di John Balzarini, ex compagno di Fiona Winter Swarovski nonché amico di Ivano, il Nero d’Avola di Lucio Tasca d’Almerita e i nettari di Ottavia Giorgi di Vistarino per capirlo. E per decidere di tornare.

PRANZO - Al mezzogiorno novità assoluta nel campo dei business lunch: ogni giorno un piatto diverso, poi proposto anche la sera fuori menu. Lunedì, battuta di manzo alle erbe aromatiche con puré; martedì, polpette con fagioli cannellini; mercoledì, arrosto di vitello con patate; giovedì, ossobuco con risotto alla milanese e venerdì, baccalà con polenta. Piatti unici che appagano l’appetito con quella nota di tipicità che non guasta mai. In alternativa, comunque, si può scegliere fra due primi e due secondi altrettanto gustosi, magari accompagnati da un buon calice di vino rosso o bianco (2 euro), senza l’obbligo di ordinare la bottiglia.

A TARDA SERA - Dopo le 23.30 scatta l’ora della convivialità. Il ristorante rimane aperto per accogliere i suoi ospiti per un dopocinema, dopoteatro o semplicemente per uno spuntino di mezzanotte. Insomma, da Amici per stare fra amici, con un bicchiere di vino, una fetta di salame, un pezzetto di torta o qualche cantuccio. E non è detto che non si improvvisino le pennette all’arrabbiata o i tagliolini ai funghi. Basta chiederlo. E a un amico non si dice mai di no.