Ama

Un ristorante dove la tradizione partenopea incontra la creatività

NOTE D'AMBIENTE - Rosso pompeiano. Verace e acceso. Come la passione. Del resto, con un nome come Ama, un altro colore sarebbe stato fuori luogo. Ama, come l'imperativo del verbo amare, per indicare il piacere per il buon cibo e la gioia dell'incontrarsi. I titolari Rosario e Vincenzo Grimaldi, hanno voluto creare un posticino caldo e accogliente, in cui materiali diversi si uniscono in perfetta sintonia. E' così che il legno dei tavoli si combina con il tessuto delle sedie e il ferro dei grandi vasi da fiori contrasta felicemente con la pelle degli sgabelli che orlano il banco bar. L'effetto? Sincretico, azzeccata via di mezzo fra l'american style, il trendy e il sapore di casa. Infatti, non mancano i divani, posizionati nella zona soppalcata. Ideali per il relax del prima o dopocena.

CENA - Simpatico il menu, che non lesina qualche nota di colore utilizzando il gergo napoletano. Tanto, poi c'è la spiegazione a svelare ogni segreto. E quella dello chef Rosario Boccarossa si rivela una cucina genuina e gustosa, che utilizza i prodotti campani e in generale del sud d'Italia. Anche se poi, buona parte delle erbe, della frutta e della verdura proviene da un orto di proprietà sulle colline comasche. Coltivato rigorosamente secondo i dettami biologici. Risultato? Le sane ricette della tradizione partenopea, e mediterranea in generale, rivisitate da un tocco di fantasia e presentate in maniera invitante. Dopo qualche assaggio di crudo (scampi con dressing all'arancia e lime e insalatina di finocchi e agrumi) ecco quindi la teoria di antipasti: carpaccio di polipo fresco, patate arrosto e shot di brodo di polipo speziato; alici impanate e fritte, ripiene di ricotta di bufala, farina di pinoli e uvetta; cassuola di baccalà semifritto leggermente piccante con pomodorini del piennolo e olive di Gaeta; le sette chieselle, sia in versione vegetariana (melanzane a funghetto, mozzarella in carrozza, peperoni a gratté, zucchine a scapece e melanzane partenopee grigliate) che in quella di mare; zuppetta di cozze e marinato di bufalo campano al sale grosso con composta di cipolle rosse.

DAL PASSATO CON SAPORE - Ritornano, rivisitati in chiave moderna, i piatti dei monsù (da monsieur), gli antichi cuochi a servizio dell'aristocrazia meridionale durante il Regno delle Due Sicilie: fegatini di vitello in rete di maiale e alloro saltati in padella; linguine condite con soffritto napoletano piccante (interiora, concentrato di pomodoro e peperoncino); sartù di riso con uovo, pomodoro, polpettine, piselli, formaggio e prosciutto e zuppa di trippa, fagioli borlotti e cannellini, pomodoro e maggiorana. Leccornie succulente che raccontano il passato e onorano il presente  con la loro leggerezza. Ma sfiziose sono anche le altre chicche in carta: frittatina di pasta con besciamella, carne trita e piselli; ziti al ragù napoletano e polpettine; spaghetti aglio, basilico e pomodorini; spaghetti mantecati con telline e friarielli (broccoletti verdi campani); paccheri di Gragnano con ragù bianco di pesce; cannelloni freschi ripieni di parmigiana di melanzane su crema di caciocavallo; o cuoppo (calamari, gamberoni e medaglioni di pescatrice in leggerissima pastella, con due salse abbinate); pesce all'acqua pazza; sarago di scoglio al forno in pasta di sale con flan di scarola; spiedo di maiale aromatizzato al vino rosso e spezie del golfo con mele annurche arrosto e conserva sott'olio di melanzane nostrane e tagliata di bufalo campano con friarielli. Concludendo con dolci delizie come il tortino caprese con spuma alla menta, la sfogliatella frolla con crema pasticcera e amarene, la mousse di ricotta con pan di Spagna alla vaniglia, la delizia di Sorrento (soffice pan di Spagna ripieno di crema al limone a bagna al limoncello), il tortino di mele annurche e pan brioche con salsa Malaga alla cannella e selezione di sorbetti.

NEL BICCHIERE - Circa 130 le etichette in lista, con vini bianchi e rossi da tutta Italia e dall'estero (Francia, Cile, Australia e Sudafrica). Spumanti, champagne e vini da dessert annessi e connessi. Tutti accuratamente selezionati da una sommelier professionista come Laura Torrisi.

SPIZZICHI E BOCCONI - In alternativa ala cena, si può scegliere di fare uno spuntino comodamente abbarbicati sugli sgabelli del bancone bar. In assaggio pelibatezze norcine dalla Campania e dall'Emilia, nonché formaggi abbinati a sottoli e marmellate fatte in casa (zucca e mandorle; pesche e rosmarino; pinoli, uvetta e cipolle). Con l'oppportunità di mangiare fino alle 01.30 di notte.

LOUNGE BAR - Accomodati sui divani al piano superiore, si viene coccolati di tutto punto. Per l'aperitivo con cocktail (7 euro), vino e birra (5 euro) corredati da stuzzichini cucinati espressi. Per il dopocena, a ritmo di limoncello, grappe, acqueviti, cognac, Porto, calvados e rum da tutto il mondo. Anche se non mancano tisane e tè dalla Cina e dal Giappone.  

UNA VOLTA AL MESE - A cadenza mensile il ristorante propone ai suoi ospiti una serata di degustazione con abbinamenti cibo-vino, spiegazione delle caratteristiche dei nettari e fasi preparatorie dei piatti proiettate su uno schermo. Per mangiare e imparare.