Abbraccio d'Abruzzo

Alla Taverna del Gran Sasso per cenare all'ombra della tradizione

Ma i maccheroni alla chitarra suonano? In bocca sicuramente, soprattutto se conditi con un buon ragù di agnello e manzo. Come quelli proposti alla Taverna del Gran Sasso, preparati con la pasta fatta in casa, belli ruvidi, in modo tale che acchiappino ottimamente il sugo. Un piatto semplice, come semplici sono le altre ricette in menu, selezionate con cura da Andrea, titolare del ristorante insieme al fratello Adriano, nel rispetto della tradizione della verace terra dannunziana.

RUSTICO E ACCOGLIENTE - La brace brucia. Direttamente in sala, creando una certa atmosfera. E attirando l'attenzione degli ospiti, che ammirano in diretta il fuoco che arde sulla griglia e accarezza dolcemente la carne. Una scena che si ripropone sempre a cena, fra arredi in legno e mille dettagli che rimandano alla campagna, come il simpatico carretto che fa da scrigno ai vini, il vecchio macinacaffè, la grande bilancia in ferro, il grammofono, i piatti appesi alle pareti e il paiolo pendente dal soffitto.

ARROSTICINI & CO - Loro ci sono. E come potrebbero mancare. Buoni buoni, teneri teneri e cotti rigorosamente sulla fornacella, gli arrosticini di pecora giungono al desco in un coccio a forma di cono. A farli arrivare sono Davide Gentile e Maurizio Cutropia della DG Italy, azienda che si occupa di selezionare gli antichi sapori della bella regione dell'Italia centrale per poi recapitarli nei luoghi gourmand. Ecco perché insieme agli sfiziosissimi spiedini ci sono altre golosità. E allora via con gli antipasti tipici, ritmati da fragranti bruschette al pomodoro, dorate olive all'ascolana, ventricina teramana, prosciutto abruzzese, salamini di fegato e pecorini, sia stagionati sotto crusca che sotto le vinacce del Montepulciano d'Abruzzo. Vino rosso che entra pure nel risotto, insieme alla salsiccia, al fine di creare un riuscito connubio. Per proseguire con i primi, golosi e corposi: pasta e fagioli dello zio Mauro (densa e cremosa, servita in coccio); pavoncelle (simili a farfalle) con funghi, spinaci e polpa di vitello; scrippelle al forno ripiene di carne; e spaghetti del brigante (con aglio, olio, peperoncino e pangrattato). E, infine, cedere alla carne. Magari alla brace, declinata in agnello, pollo, puntine di maiale nonché filetto, costata e tagliata di manzo. Oppure preparata in svariati modi, come accade per il cinghiale in salmì con polenta, lo stinco di maiale al forno con patate e il pollo alla diavola. Vivande succulente, a cui si aggiungono le pallotte cace e ove, sorta di grosse polpette a base di pane, pecorino e uova, ricoperte da una ghiotta salsa di pomodoro. Una pietanza perfetta per la scarpetta.

A SORSI - Piatti robusti quelli del menu, a cui ben si abbina il rubino Montepulciano d'Abruzzo, presente con il Terra d'Aligi 2004, il Tatone 2003 e il Tolos 2003 di Terra d'Aligi e il Valentino e il Cantico di Mucci. Senza dimenticare le altre etichette italiane (una sessantina in totale) e i liquori come la Genziana, la Centerba, la Sambuca di Centerba e la Casauria, un dolce-amaro ideale corredo dei cantucci casalinghi alle mandorle e uvette.