Donne d'arte e di passione

Quattro celebri italiane che hanno segnato la storia dell'arte e della cultura

Che ruolo hanno le donne nell'arte? E come l'arte si fonde con la vita? Diamo uno sguardo ai percorsi di quattro italiane, apprezzate in tutto il mondo.

Donna e artista indipendente, in un'epoca in cui questi tre termini non potevano essere accostati, nata nel 1593, Artemisia Gentileschi, figlia del pittore Orazio Gentileschi, è ancora oggi una figura in penombra, ma che la corrente femminista ha riportato alla luce. Più che il talento, di lei affascinano la forte personalità e la sensualità quasi tangibile nei suoi autoritratti e densa di misteri, a partire dallo stupro subito dal pittore Agostino Tassi, fino al morboso rapporto col padre. Venne influenzata molto dallo stile del Caravaggio, prediligendo tinte più violente, che vanno a creare magistrali giochi di luce ed ombra, che esaltano i particolari, portando ad uno spiccato e teso realismo.

Passionaria e ribelle, Oriana Fallaci è la più nota scrittrice italiana a livello mondiale. Contestata di recente soprattutto a causa dei suoi interventi relativi ai rapporti con l'Islam, è nata nel 1929 in piena era fascista. Ha militato nel movimento clandestino di resistenza, guidato dal padre, diventando un membro del corpo dei volontari per la libertà contro il nazismo. Da qui forse deriva la sua celebre tempra di donna di ferro, tempra che poi la contraddistinse appunto negli anni della maturità e della celebrità. Ha intervistato importanti personalità della politica, tra cui all'Ayatollah Khomeini, leader del regime teocratico iraniano e poco incline a riconoscere diritti e dignità alle donne. "Lettera ad un bambino mai nato" (1975) è una toccante riflessione sulla durezza e la bellezza della vita, scritta in seguito alla perdita di un possibile figlio. Un significativo esempio del pathos che la Fallaci riversa nei suoi libri è costituito dal best-seller "Un uomo" (1979), scritto dopo la morte del compagno Alekos Panagulis. I suoi libri sono stati tradotti in più di trenta paesi e fra i riconoscimenti va segnalata la laurea ad honorem in Letteratura ricevuta dal Columbia College of Chicago.

Figlia di un tranviere milanese e di un'operaia della Innocenti di Lambrate, Carla Fracci è nata nel 1939 e dice di non avere buttato alle spalle le sue origini, convinta che se qualcosa ancora si salva della struttura morale di questo Paese, lo dobbiamo al mondo del lavoro, ai suoi valori solidali. Regina della danza classica italiana e internazionale, già nel 1958 era prima ballerina del Teatro La Scala, avendo come partner eccezionale Rudolph Nureyev. Moltissime sono le parti importanti da lei interpretate e gli artisti con cui ha lavorato, ma di lei ammiriamo la forza e la determinazione, pur nella leggerezza dei movimenti di un'arte che al corpo e alla mente richiede tutto.

Dai movimenti del corpo passiamo a quelli della voce... il pensiero vola inevitabilemte a Mina. Classe 1940, incanta ancora con la sua potenza e la sua poesia, lontana dai riflettori e dai gossip.