Just Cavalli

La discesa della zarina

Via Procaccini, ore 14 di lunedì 21 febbraio, una tensostruttura nera ospita un grande evento mondano: dalla gelida e imbiancata steppa è scesa in sella alla sua slitta trainata da husky l’ultima discendente dei Romanov, la Zarina Cavalli, bella, lussureggiante, sensuale e sfarzosa.
"Zarina contemporanea", così Roberto Cavalli chiama la sua linea giovane, aggressiva più che mai, sfarzosa come un forziere di gioielli, accattivante come il peccato.
In uno sfondo scenografico da far invidia a quelli dei migliori teatri, la zarina di Cavalli si muove attraverso la steppa imbiancata dalla neve che scende lenta sulle guglie del Cremlino, vestita con gonne corte e ampie e maglie con stampe della Matrioska, adornata di gioielli, perle, cinturoni gioiello e borse coperte da gomitoli di lana.

Col suo manto reale e con un levriero alla mano la zarina mostra fiera il denim tempestato di cristalli e corpetti mozzafiato oppure camicie con le stampe che riproducono i delicati ma resistenti fiori balcanici e rose e ancora le matriosche. Le giacche aderentissime si arricchiscono negli inserti, bordi e colli di visoni e volpi; dalle orecchie pendono grandi orecchini, i piedi sono avvolti da scarpe in coccodrillo e il capo è coperto da colbacchi in pelliccia.
Tra gli invitati anche Ambra Orfei ad ammirare la suntuosa zarina approdata a Milano per conquistare l’Europa con la sua bellezza e magnificenza.

di Leo Pedone