Fiera di Sinigallia: le monde à porter

Quello che cerchi e non ti immagineresti mai di trovare, fra antiquariato, vintage ed etnico

Ogni sabato migliaia di portafogli si alleggeriscono di numerosi quattrini da bancarella a bancarella. E' un rito che prosegue da decenni e decenni alla Fiera di Sinigallia, allo scalo di Porta Genova.

IL LUOGO PROIBITO - Una delle molte leggende sulla sua nascita, narra che, durante il Ventennio, per arginare la delinquenza, venne creata questa fiera, affinchè le persone costrette ai margini della società potessero sbarcare il lunario onestamente. Nata come mercatino di rigattieri, artigiani e di cianfrusaglie varie, ha subito aggregato uno strano mondo fatto di outsiders, che hanno contribuito a dare quell'immagine misteriosa e romantica, alle persone che per generazioni l'hanno visitata. Con la messa in regola dei primi espositori, si presentò il problema degli esclusi, che si installarono nelle adiacenze del mercato, occupando ogni angolo libero. Qualche inguaribile però c'era sempre: non di rado, si incontravano quelli delle tre carte con l'immancabile fesso, o qualcuno che ritrovava la bicicletta rubatagli durante la settimana, per non parlare dei borsaioli e dei truffatori, che, al posto della radio nuova, ti rifilavano il pacco.

SINIGALLIA OGGI - Dopo una parentesi decennale alla Darsena, oggi la Fiera è allo scalo di Porta Genova: i rigattieri stanno lasciando, un po' alla volta, il posto a nuovi ambulanti, che, il più delle volte, vendono i soliti prodotti che si trovano ormai in tutti i mercati. Ma la particolarità della Fiera odierna viene mantenuta dai venditori-artigiani che lavorano la pelle, la ceramica, il vetro e la cera. E ancora venditori di musica di tutti i generi alternativi, stand di articoli militari, armadi svuotati con perle vintage, commercianti fai da te, che fanno viaggi intorno al globo per recuperare monili e oggetti che voi umani non potete mai immaginare: anelli d'argento orientali, vestiti e foulards, sculture in legno e bijoux imperdibili. Non mancano i collezionisti di fumetti e libri d'antiquariato, che smerciano o scambiano qualunque rarità.

UN MONDO CHE TI APPARTIENE - Oltre agli espositori autorizzati, oggi come allora, è presente un microcosmo di attività parallele alla Fiera di Sinigallia ma che ne sono parte integrante: commercianti e artigiani di strada, che, coi loro piccoli banchetti alternativi, si guadagnano da vivere, dribblando i vari tutori dell'ordine che vorrebbero appioppare loro multe milionarie. Ci sono inoltre bancarelle da ogni dove che portano a Milano colori e prodotti di terre lontane. Un sorso di mondo a portata di mercato: Polacchi con binocoli, Cinesi con bonsai e accendini, Russi con caviale, Equadoregni con maglioni di lana coloratissimi, Africani con artigianato doc, Peruviani con cd di melodie andine e zufoli di legno. Non è difficile incontrare collezionisti di tutte le specie, che, ai margini del mercato, contrattano penne stilografiche d'epoca, tessere telefoniche e orologi da taschino. Per non parlare dei vari centri sociali autogestiti e movimenti politici alternativi che trovano in Fiera lo spazio per promuovere i loro programmi. Così diverso dalla città circostante. Così vero, così imprevedibile, così vivo: quando si entra in fiera sembra di averne sempre fatto parte.

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