Fendi...E-motion Canvas

Quando la moda diventa arte e l’arte ispira la moda

Dopo aver vagato per Milano alla ricerca di novità, oramai "fashion victim" mi appresto ad arrivare alla sfilata di Fendi. Davanti alla location non trovo la solita ressa, entrando rimango colpito dall’ambiente molto ampio e buio e dalla presenza di 11 video installazioni, in me sorgono delle domande: ma la sfilata? Mi sarò sbagliato? Ma certo che no! Finalmente qualcosa di originale!

Ad accogliere gli addetti del settore oltre alle installazioni anche un raffinatissimo buffet di uva bianca e nera e mandarini cinesi tutti caramellati e da succhi di uva e di mirtillo... che chic!

Silvia Venturini Fendi e Silvio Muccino, fratello del regista Gabriele Muccino, hanno ideato un evento artistico di grande interesse trasformando la moda in arte e l’arte moderna e contemporanea in musa della moda.
Il concetto di base sono le emozioni e i sentimenti che sono presenti nei quadri del Caravaggio trasposti in una quotidianità meramente ultra contemporanea.

Le installazioni sono quadri in movimento in cui sono riprodotti attimi fermati nel tempo e mossi nello spazio. Queste "living painting" raccontano la moda attraverso l’arte e i personaggi, i colori, il chiaroscuro esprimono emozioni, sensazioni e atmosfere che si possono cogliere solo nelle tele del Merisi.

Fendi mostra vistosamente il suo amore per la figura geniale di Michelangelo Merisi visibile nei dettagli dei capi prodotti, mentre Muccino ama sperimentare la mistione di arte e cinema facendo dialogare tra loro l’astratto e il concreto.

In questo grande ambiente tenebroso come il personaggio di Caravaggio sono disposti: L’Amore dormiente, Marte punisce Amore, La Vocazione, Il Baro, Ecce Homo, Narciso, Ragazzo morso da un ramarro, Bacco, Ragazzo con cesto di frutta, Davide e Golia, Ritratto di Cavaliere di Malta; in ogni figura l’abito rappresenta un attento studio dei materiali, dei colori e delle forme desunte dal passato.

Nella sala attigua è stato possibile toccare mantelle e giubbotti in panno lavorato, le giacche con alamari, i blazer e i pantaloni con passamanerie in maglia, giacche e pull col cappuccio monacale, la camicia in mussola, le croci intrecciate, le nervature dei giubbotti di stampo rinascimentale, morbidi inserti di pelliccia e soffici velluti.
Salta all’occhio la croce di Malta delle t-shirt, le maglie a losanghe tipiche dei giullari e le ricercatezza degli accessori (grandi borse da viaggio in pelle-velluto o in vitello dipinto, lo stivale stringato e le scarpe jockey in camoscio).
I colori caldi ed antichizzati (rosso, giallo, verde, oro antico) sono desunti dalla tavolozza del pittore ed hanno in sé forti richiami giorgioneschi.

di Leo Pedone