Chiusura

I giorni di Ottobre con Ferrè, Dolce & Gabbana, Roberto Cavalli

Il primo giorno di ottobre ha visto solcare la passerella lo stile di Antonio Marras: un tuffo nel settecento francese opulento e sfarzoso. L’architetto della moda Gianfranco Ferré propone un guardaroba degno di una regina d’Africa, mentre Jil Sander, sulla stessa scia di Prada, propone "bamboccie" vestite di bianco.
Se in Ermanno Scervino c’è il sopravvento del colore, dell’eleganza e dello stile in Angelos Frentzos troviamo citazioni di costumi del Messico.
Dolce e Gabbana si affidano a Naomi Campbell per portare in passerella una donna ossessionata dal pitone, pronta per un "sexi-safari", defilé che sembra snobbare il prét a porter e avvicinarsi sempre più all’alta moda. I due stilisti cercano di soddisfare tutte le voglie delle donne mettendo in campo oltre al pitone anche zebre, coccodrillo e leopardo, e dando così uno schiaffo alla crisi e agli animalisti.

Venerdi 2 ottobre Trussardi  presenta un ritorno al minimale con tessuti preziosi e delicati; Miu Miu, la linea giovane di Miuccia Prada, sfoglia l’album dei ricordi e rivisita con nostalgia gli anni ’60. Per Philosophy di Alberta Ferretti si assiste a piccole streghette che frugano nei bauli della nonna e della mamma tirando fuori camiciole e gonne di altri tempi.
La linea Roberto Cavalli, invece, è stata ideata per una donna avvezza ai riflettori, impegnata a viaggiare, un po’ hippy ma tanto sexy. Infine, dopo un’estate al quanto movimentata per Donatella Versace, la maison Gianni Versace fa dello stile il sinonimo di bellezza ed ecco che le stampe barocche arricchiscono gli abiti mentre le cinture con la medusa diventano emblema di lusso.

A chiudere il fashion week sono le sfilate della domenica 3 ottobre con Evisu, specializzata in jeans, che  si rifà agli anni ’80; Ines Valentinisch che fa del colore la sua ossessione e utilizza temi cari agli anni ’70  e infine Amaya Arzuaga propone una collezione raffinata e fatta di nuovi volumi.

Anche questa fatica si è conclusa! I 97 impegni che hanno fatto di Milano la capitale del prét-a-porter hanno chiuso i battenti consacrando il primato dei grandi ed elevando a nuovi artisti i piccoli fashion designer.
Il 2005 sarà l’anno del colore. Per essere trendy basterà ripescare dall’armadio o dalle cassepanche oggetti e stoffe prese per caso nei mercatini dei villaggi dell’India, dell’Africa e del Messico, se per caso non siete mai stati in questi Paesi, i negozi etnici saranno utili per soddisfare il vostro desiderio di esotico.
Ma se per i comuni mortali per essere "in" ci vorranno poche centinaia di euro, per chi la crisi non la sente, adornarsi di capi preziosi sarà facile, Armani e D&G promettono capi esclusivi a pochi eletti avvicinando il prét-a-porter all' haute couture.
Oltre al colore, il jersey sarà il tessuto che avvolgerà tutte le donne del 2005.

di Leo Pedone