Autunno/Inverno 2005/2006

Per i prossimi freddi

In questo pazzo e bizzarro inverno dove le temperature salgono e scendono come le quotazioni in borsa, il Made in Italy fa i conti con la spietata concorrenza straniera e il borsellino degli italiani è sempre più vuoto, si apre a Milano l’ennesimo appuntamento con la moda.
Stilisti, press e buyer si incontrano per proporre ad una clientela sempre più esigente capi sartoriali, invenzioni mirabolanti, spettacoli circensi per l'inverno 2006.

kristina Ti
Lana e lingerie per una donna che non conosce stagioni

Se pensavamo che l’inverno sta alla lana come l’estate sta al bikini, allora vuol dire che non abbiamo mai assistito al defilè di Kristina Ti.
La sua collezione, indirizzata ad un target femminile molto giovane, si ispira alle atmosfere bohemien di fine ‘800. Ragazze dalla carnagione chiara e dai lineamenti perfetti indossano maglie allungate, abiti a vita bassa, giacche piccole con maniche a corolla. I cappotti assomigliano a vestaglie di gusto charleston; gonne e pantaloncini sono extra stronge. L’underwear si mescola con l’abbigliamento invernale; piccoli reggiseni a balconcino, culotte e minislip riecheggiano i boudoir francesi.
Stanca dei soliti tessuti femminili la donna del prossimo inverno reinterpreta i classici maschili rendendoli femminili e accostandoli a scarpe anni ’40 in cavallino, stivali rasoterra, borse micro e macro.
Le lane e i cotoni si mesciano con le sete stampate, jersey traforati, pizzi stampati e rasi ricamati mentre i colori oscillano dall’arancio al bordeaux, dal verde al grigio fumo, dal beige al nero mezzanotte per un cromatismo tutto da indossare.

Roberta di Camerino
Si chiama Antology la collezione per il prossimo inverno

Dopo anni di oblio si riaffaccia sulle passerelle milanesi la signora delle borse Roberta di Camerino. La sua sfilata-spettacolo, che rimembra il suo primo happening realizzato a Venezia nel 1958, è uno show di acrobazie e danze che ha come scopo quello di festeggiare il famoso “bauletto” indossato da Grace Kelly durante il suo primo viaggio da reale in Italia e che allo stesso tempo ha incoronato la stilista a regina degli accessori trendy.
Sullo sfondo si alternano abiti trompe l’oeil che ricordano le collezioni degli anni ’50, ’60 e ’70, gli unici elementi reali sono gli accessori.
La sfilata inizia con un alternarsi di abiti dipinti su tessuti che riproducono giacche, cravatte, cinture, tasche mentre in passerella sfilano capi in cachemire, jeans e borse.
Seguono altri abiti composti da disegni geometrici, intanto in passerella gli stessi disegni geometrici, rettangoli e quadrati, si articolano in gonne a abitini.
Infine, una carrellata di finte giacche, gonne e camicie; gli unici elementi reali sono polsini, colli e borse.
Le linee retrò sposano una scala cromatica caleidoscopica; borse di tutte le misure e forge sono le vere protagoniste del defilé. Modelle e acrobati, moda e stile tutti legati da un solo elemento: la borsa di Roberta di Camerino.

Fucci
Quando la donna si fa guerriera

La collezione di Fucci attinge la sua ispirazione dal canto XXXII dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, in cui si narra come la bella Bradamante disarmandosi e scoprendo la chioma bionda mostrerà agli altri cavalieri come una bella ragazza sia tanto abile con le armi.
Lo stilista gioca con la figura androgina di Bradamante, femmina-guerriera, un puro ibrido di eroicità e purezza, valore e sensualità visibili anche in altre antiche eroine come per esempio la Pulzella di Orleans.
Le vesti della guerriera sposano motivi metallici con abiti in seta, camicie in organza, gonne armatura, maglie virili e pellicce. I tessuti si alternano: lane, sete, pelli, corazze metalliche e panni; bianchi, grigi e neri dominano l’intera collezione. Ma ciò che rende la figura della guerriera bella ma rude, rigida ma sensuale sono i dettagli che invadono il corpo; zip e maglie metalliche diventano catene e fitte armature per l’offesa e per la difesa dei rigori invernali.

di Leo Pedone